Dei relitti e delle pene


BOLOGNA 26 GIU. 2009 – Lunedì 29 giugno è il primo giorno di lavoro per i detenuti coinvolti nel progetto “Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in carcere”. Nel penitenziario Bolognese della Dozza comincia il primo di tre laboratori che vede i detenuti impiegati nel trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici. L’obiettivo è di favorire il recupero e il riciclaggio di relitti che se non correttamente trattati possono esseri pericolosi per l´ambiente. E’il caso dei  frigoriferi e delle batterie dei cellulari. Il rischio è che vadano disperse le sostanze da essi contenute, come il gas Freon dei refrigeratori e il piombo e il mercurio delle pile. L’attività di recupero impegnerà complessivamente e in prima battuta dieci detenuti per 30 ore alla settimana, con un’adeguata retribuzione e il concorso della contrattazione sindacale. Per l’assessore regionale alla scuole e al lavoro Giovanni Sedioli si tratta di un progetto sia ambientale che sociale insieme. “Un’attività che costituisce una proposta molto interessante anche per le persone, oltre che per l’ambiente” ha spiegato presentando il laboratorio. Frutto dell’iniziativa comunitaria "Equal Pegaso", finanziata dalla Regione Emilia-Romagna con il Fondo sociale europeo, il cui obiettivo è l´inclusione socio-lavorativa delle fasce deboli, il progetto ha avuto una prima fase sperimentale tra la fine del 2007 e l´inizio del 2008. La quantità di rifiuti elettronici ed elettrici che verrà trattata ogni anno, attraverso operazioni di bonifica e smontaggio, ammonta a circa mille tonnellate comprensive di "grandi elettrodomestici ferrosi" (circa 13mila lavatrici e lavastoviglie) e di piccoli elettrodomestici di uso quotidiano (ad es. computer, stampanti, ventilatori, phon, sveglie, aspirapolvere, giocattoli elettrici, etc.). Raccolti in maniera differenziata e provenienti dalle stazioni ecologiche del Gruppo Hera, questi rifiuti, una volta trattati, verranno inviati agli impianti di smaltimento finale per essere recuperati in valore percentuale pari a circa l’85%. Si stima che l’operazione contribuirà al risparmio di 2 milioni Kwh di energia elettrica, a riciclare più di 660 mila kg di ferro, 10 mila kg di rame, 5 mila kg di alluminio, 25 mila kg di plastica. La gestione dell´attività produttiva e il rapporto con le persone detenute vengono condotti dalle cooperative sociali IT2 a Bologna, Gulliver a Forlì, AmbientAzione a Ferrara, grazie al contributo progettuale e ai finanziamenti del Gruppo Hera e dei Consorzi Raee Ecodom ed Ecolight. Ampia la rete degli Enti che hanno voluto e promosso il progetto: oltre alla Regione, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Bologna, il Gruppo Hera Spa, le Provincie di Forlì-Cesena, Bologna e Ferrara, i Consorzi Raee Ecolight ed Ecodom, le agenzie di formazione professionale Techne Forlì-Cesena, Cefal Bologna, Enaip Ferrara.

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