Default, la famiglie bolognesi più solide


Nell’ambito del convegno ‘La gestione della crisi da sovraindebitamento’, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna e tenutosi questa mattina, Daniela Bastianelli, Senior Analyst di CRIF, ha tenuto un intervento sull’impatto economico delle insolvenze nei soggetti non fallibili. Nello specifico, sono stati presentati gli andamenti della nostra economia nel corso di questi ultimi anni e sono state illustrate le principali variabili che hanno influito sull’equilibrio economico finanziario delle famiglie.
In questi anni l’impatto della crisi sulle famiglie è evidente nella contrazione del potere d’acquisto, che ha complessivamente perso circa il 10% rispetto ai valori pre-crisi, nel tasso di risparmio e nel mercato del lavoro. La crisi occupazionale è stata pesante anche in Emilia Romagna, con il tasso di disoccupazione cresciuto nel corso di questi anni difficili malgrado di partisse da un livello pari a circa 1/3 di quello nazionale in virtù delle migliori condizioni complessive dell’economia locale. Al contempo, l’andamento del tasso di indebitamento delle famiglie, legato sia all’andamento dei flussi finanziati sia alla contrazione del reddito disponibile, risulta pressoché stabile negli ultimi anni e, a livello nazionale, si attesta al 62.7% del reddito disponibile, ancora al di sotto della media europea a conferma della minore propensione all’indebitamento degli italiani. Anche il tasso di default (ovvero l’indicatore di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) nel comparto del credito alle famiglie ha proseguito il percorso di riduzione e nel 2015 si è stabilizzato al 2.2% a settembre 2015 (2.3% per i prestiti e 1.7% per i mutui), favorito dai tassi di interesse su livelli minimi (che agevolano i prestiti a tasso variabile), da una più attenta selettività dell’offerta, e da una domanda di credito diventata più consapevole. Relativamente all’Emilia Romagna, l’ultima rilevazione mostra come il tasso di default risulti inferiore alla media nazionale sia per i prestiti al consumo (pari a 1.9%) sia per mutui immobiliari (1.4%).  Se analizziamo questo indicatore di rischio nel confronto territoriale si nota come la provincia di Bologna risulti meno rischiosa sia dell’Italia nel suo complesso sia dell’Emilia Romagna, segno che probabilmente le famiglie bolognesi hanno retto meglio l’urto della crisi grazie anche alle migliori condizioni del mercato del lavoro che ha in qualche modo garantito una maggiore stabilità economica. Per i prestiti al consumo il tasso di default a Bologna si è attestato all’1.8% a fronte dell’1.0% registrato per i mutui.

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