Decreto sicurezza. “Siamo medici, non spie”


© Trc-Telemodena 2009MODENA, 6 FEB. 2009 – “Quando uno immigrato entrerà nel mio ambulatorio non gli chiederò se è clandestino o quale religione professa o che partito vota. Noi medici non faremo mai le spie” . Lo scorso dicembre Maria Grazia Catellani, segretario provinciale della Federazione italiana degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Modena, lanciò la raccolta di firme ‘la salute è uguale per tutti’, un appello per ricordare che curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma che è anche un imperativo etico per un paese civile. Ad oggi la sottoscrizione ha raccolto più di 78.800 firme: quelle di tanti operatori sanitari (tra i primi il presidente dell’ordine dei medici di Modena Nicolino D’Autilia) ma anche quelle di amministratori pubblici, rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini. L’emendamento della Lega non obbliga alla denuncia, ma sembra comunque stridere con il Codice di Deontologia Medica.Tanti i commenti all’emendamento che consente ai medici di denunciare gli stranieri clandestini. L’assessore al lavoro Gianni Cavicchioli critica il decreto sicurezza “Per il Governo, clandestino significa criminale”. “I medici non denunceranno nessuno” ribadisce Nicolino D’Autilia, presidente dell’Ordine dei medici di Modena, che parla di ‘grave lesione dei diritti fondamentali della persona e dei principi etici della professione medica”. Nessuna denuncia anche per l’Ant, l’associazione che si occupa di assistenza domiciliare gratuita ai malati di tumore.

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