Ddl Sicurezza, migranti in protesta al Cie di Modena


© Trc-TelemodenaMODENA, 18 AGO. 2009 – Dopo i disordini scoppiati nei giorni scorsi nei principali Centri di identificazione ed espulsione del Paese (Gorizia, Milano, Lamezia Terme, Torino) ieri la protesta è arrivata anche all’ex Cpt di Modena. Poco dopo le 21 una trentina di ospiti ha dato fuoco ad alcuni materassi accatastati nei bagni. L’allarme è stato tempestivo, sul posto i vigili del fuoco, polizia e carabinieri, impegnati fino a dopo mezzanotte per riportare la situazione sotto controllo. Il prologo nel tardo pomeriggio quando alcuni clandestini trattenuti al Cie hanno rifiutato la cena e iniziato lo sciopero della fame. A scatenare la sommossa è stato anche in questo caso la decisione di prolungare il trattenimento nei confronti di un uomo di nazionalità magrebina.Anche a Modena, dunque, è arrivata l’onda lunga della protesta contro le nuove norme del decreto sicurezza che stabilisce come gli immigrati clandestini possano essere trattenuti nei centri fino a sei mesi anziché i due mesi previsti prima. I disordini di ieri non hanno creato veri e propri problemi di ordine pubblico, la protesta ha riguardato solo il blocco degli uomini e solo i trattenuti magrebini, mentre tutti gli altri si sono dissociati. Sembra che prima di incendiare i materassi ci sia stata una scazzottata tra ospiti di diversa nazionalità, quel che è certo è che uno di loro è finito all’ospedale per essere medicato.I materassi, come tutte le suppellettili del Centro di via Lamarmora, sono ignifughi; il fumo ha annerito le pareti e solamente uno degli ospiti è rimasto intossicato e trasferito in infermeria. Attualmente risultano inagibili tre blocchi del Centro, non per problemi strutturali ma per i danni arrecati all’impiantistica. I lavori di ripristino saranno veloci, ma nel frattempo quattro clandestini cinesi sono stati rimessi in libertà; le 12 donne verranno trasferite in un altro Cie, mentre gli uomini rimarranno in via Lamarmora. Grazie alle telecamere di videosorveglianza si cercherà di identificare le persone che hanno partecipato alla protesta. Dovranno rispondere di danneggiamento e istigazione.“Deve essere la politica a trovare una soluzione” – commenta da Punta Sabbioni, dove si trova in vacanza Daniele Giovanardi, presidente della Misericordia, la onlus che gestisce i Cie di Modena e Bologna. Giovanardi insiste sulla necessità di separare i clandestini malavitosi e violenti dai semplici lavoratori senza permesso di soggiorno, prevedendo strutture diverse. “Il rischio attuale è un premio per i forti, ossia il rilascio, e l’espulsione certa per i deboli” – conclude il presidente della Misericordia.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet