Davide Rebellin “dopato” a Pechino?


BOLOGNA, 29 APR. 2009 – Il ciclista veneto Davide Rebellin si era dopato prima di vincere la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Pechino. Lo hanno rivelato ieri i nuovi test voluti dal Comitato olimpico sui campioni di sangue di 948 atleti prelevati durante i giochi. Rebellin è risultato positivo al Cera (attivatore continuo dei recettori dell’eritropoiesi), il doping di quarta generazione, lo stesso scoperto nel sangue di Riccardo Riccò al Tour dell’anno scorso.FANINI ATTACCA: CI HA SEMPRE PRESO IN GIRO"Rebellin ci sta prendendo in giro dall’inizio della sua carriera. Nessun vuole ricordare che già nel 2001, la Liquigas-Pata guidata da Bordonali e Amadio, di cui Rebellin faceva parte ed era al culmine del suo successo con 11 vittorie e tantissimi secondi posti, abbandonò per i troppi scandali doping. Il suo nome non venne fuori come adesso ma certamente già allora era molto dubbia la sua correttezza sportiva". A commentare la positività di Davide Rebellin è Ivano Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita Mc’Donalds, da anni in prima fila nella lotta al doping. "Ciò nonostante – aggiunge Fanini – si è sempre detto e scritto fino a ieri, cioé dopo la sua ultima vittoria di domenica, che è un corridore da prendere ad esempio, che merita elogi di ogni tipo, che è un corridore cristallino, ecc. Ha perfino avuto la faccia tosta di definire la sua quasi vittoria olimpica il trionfo del ciclismo pulito. Oltre al danno anche la beffa". "Nonostante lo sforzo dei controlli però – spiega Fanini -, oggi il doping è talmente organizzato, a livello individuale e di squadra, che è ancora difficile portarlo alla luce ed è per questo che i casi che scoppiano sono pochi rispetto alla sua reale diffusione e, per di più, vengono fuori con mesi di ritardo. E’ triste ammetterlo ma non mi stupirei affatto se anche quest’anno ci fossero altre brutte sorprese di qui a fine stagione".

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