Darwin era modenese


MODENA, 12 NOV. 2009 – Per tutti è una star della scienza. Charles Darwin, il padre dell’evoluzionismo, la teoria che rivoluzionò il pensiero non solo delle discipline naturalistiche ma anche di quelle sociologiche e umanistiche. Un grande pensatore di cui quest’anno ricorrono due anniversari dalla cifra tonda: i duecento anni della nascita e i 150 de "L’origine delle specie", la sua opera più famosa.Un libro che in Italia venne divulgato grazie al lavoro svolto da un gruppo di studiosi modenesi. E a Modena, nel 1875, sedici anni dopo la pubblicazione, Darwin divenne socio onorario della Società dei Naturalisti. Per ricordare la figura del grande pensatore e il suo legame con la città è stata allestita al Foro Boario la mostra "Modena e 200 anni di Evoluzione"L’iniziativa si compone di un percorso espositivo rivolto al grande pubblico che si snoda tra intrecci storici e culturali di una inedita Modena ottocentesca ed approfondimenti legati alle osservazioni che Darwin fece nei vari campi delle scienze naturali e che trovano interessanti analogie anche nel territorio modenese.Promotori dell’esposizione sono l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e la Società dei Naturalisti e Matematici di Modena. “Questa mostra – dice il Rettore prof. Aldo Tomasi – non è solo un omaggio al grande scienziato, è una rappresentazione fatta con spirito divulgativo dell’influenza che le sue teorie hanno saputo esercitare un po’ in tutti i campi del sapere, dalla biologia alla filosofia. E ci riempie d’orgoglio che Modena e i docenti del tempo dell’Ateneo siano stati i primi a divulgare in Italia le idee di Darwin e che questo legame ancora oggi non si sia attenuato”.Oltre a documenti storici, ad arricchire il percorso espositivo della mostra e per illustrare la teoria dell’evoluzione naturale, vi sono campioni di rocce e di minerali con ricostruzioni di vulcani, di fossili, di elefanti ed insetti giganti. Sono inoltre presenti cactus, orchidee, ed altre piante tropicali, desertiche e acquatiche, animali esotici e della fauna locale, come uccelli del paradiso e aquile, alligatori e tartarughe, farfalle e insetti stecco, molto altro ancora.Si parte con l’inaugurazione sabato 14 novembre alle ore 17.00 negli spazi del Foro Boario (via Bono da Nonantola 2). La mostra resta aperta fino al 12 dicembre, proponendo nel periodo di esposizione diverse conferenze scientifiche di approfondimento. La mattina del 14 a Vignola sul pensiero ed il contributo dello scienziato inglese si svolgerà una giornata di studio.

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