Dall’Europa un aiuto ai giovani agricoltori


Buone notizie arrivano dalla nuova Politica Agricola Comunitaria (Pac) per i giovani che vogliono rimanere in agricoltura. E’ quanto emerso nel corso del convegno “Nuova Pac: occasioni e prospettive per i giovani imprenditori agricoli”, organizzato da Coldiretti Giovani Impresa Modena nella sede dell’Istituto Spallanzani di Castelfranco Emilia. Sono 2.800 i giovani (il 24% donne) che, secondo i dati Istat, lavorano nelle 20 mila aziende agricole di Modena e che possono godere delle opportunità offerte dalla nuova programmazione della politica agricola comune che varrà per i prossimi sette anni.

 

“Una buona notizia – ha detto nel suo intervento Angelo Frascarelli, docente di Economia e Politica Agraria all’Università di Perugia – è che le risorse a disposizione degli agricoltori non diminuiranno, anche se non recuperiamo l’inflazione. Verranno applicati nuovi criteri nella ridistribuzione del sostegno. Tra i capisaldi ci saranno un sostegno più mirato, che comprende un sostegno specifico ai giovani imprenditori e un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale tramite il pagamento ecologico, il cosiddetto greening.” La PAC, la cui nuova programmazione è in corso di definizione in questi giorni rappresenta uno degli strumenti più importanti per la gestione delle aziende agricole.

“Coldiretti si è battuta – ha detto il Presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi – perché la riforma della politica comunitaria tenesse conto di chi fa agricoltura vera e siamo soddisfatti dell’accordo che è stato raggiunto in sede comunitaria perché finalmente viene premiato il lavoro, la qualità, i giovani e il vero Made in Italy. Coldiretti, con la concretezza che la contraddistingue, continuerà ad impegnarsi per dare operatività alla riforma portando avanti i progetti economici che servono alle aziende per fare reddito, primo fra tutti quello della Filiera Agricola Italiana”.

 

Tra le novità introdotte dalla riforma – ricorda la Coldiretti modenese – figurano provvedimenti importanti quali il sostegno alla promozione e allo sviluppo di filiere corte, il supporto ai giovani agricoltori attraverso un contributo per l’avvio di nuove attività da parte di giovani e la decisione di applicare un tetto agli aiuti per combattere le rendite fondiarie. Un risultato – commenta Coldiretti – che migliora nettamente la proposta iniziale con una riforma che va verso la sussidiarietà ovvero la possibilità degli Stati membri di applicare misure secondo i propri modelli di sviluppo agricolo.

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