Dalle calze ai divani, svolta all’Omsa di Faenza


BOLOGNA, 12 MAR. 2012 – Per l’Omsa di Faenza la parola reindustrializzazione esiste. Lo conferma l’accordo per la vendita dello stabilimento divenuto uno dei simboli della delocalizzazione in Italia. Stamattina a Bologna è stata messa la firma su un contratto che prevede la ricollocazione in fabbrica per 120 lavoratrici delle 239 in cassa integrazione. Il loro futuro settore di lavoro non sarà più quello delle calze, bensì quello del mobile imbottito. L’acquirente infatti è la Atl Group di Forlì, società conosciuta principalmente per il marchio "Poltrone e Sofà". Il contratto di acquisto e il conseguente passaggio di lavoratori dovrà avvenire "presumibilmente entro fine marzo 2012". Così si legge nel verbale di riunione firmato dopo l’ennesimo tavolo sulla vertenza Omsa, che si è svolta nella sede della Regione. Dopo due ore di confronto e una trentina di persone sedute al tavolo (tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e per la prima volta il nuovo investitore) si è arrivati a un accordo che prevede il trasferimento di due stabilimenti di Atl (che sono in provincia di Forlì) in quello faentino, l’adeguamento degli impianti e l’acquisto di nuovi macchinari. Presupposto essenziale – si legge ancora nel verbale – è la copertura finanziaria dell’investimento, pari a circa 20 milioni, da parte di un gruppo di banche. Nei piani della nuova azienda, il trasloco potrebbe avvenire in estate e la produzione di divani partire in autunno. Altra novità dell’accordo, la Golden Lady manterrà la proprietà di un’area limitata all’interno dello stabilimento di Faenza, dove aprirà un negozio ‘Golden Point’ in cui verranno assunte 10-15 lavoratrici.Guarda le interviste al presidente della Regione Vasco Errani e all’assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet