Dalla Corea del Sud per studiare la coop agroalimentari


Modena è stata la prima tappa della visita che una delegazione di docenti universitari, economisti e funzionari pubblici della Corea del Sud compie in questi giorni in Emilia-Romagna per studiare il modello cooperativo italiano. La visita è organizzata dall’Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Confcooperative e Legacoop. L’attenzione degli ospiti asiatici si concentra soprattutto sull’agroalimentare. Oggi il gruppo, accompagnato da Enrico Giovannetti (docente di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia), ha visitato tre cooperative che aderiscono a Confcooperative Modena e producono tre eccellenze enogastronomiche: Lambrusco, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e pere.

La delegazione coreana ha visitato lo stabilimento carpigiano della Cantina di Carpi e Sorbara, l’acetaia di Loretta Goldoni, socia de La Tradizione (cooperativa di produttori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) e lo stabilimento di Campogalliano della cooperativa Fruit Modena Group, colosso mondiale nella produzione e commercializzazione della pera. «I dirigenti delle nostre cooperative hanno illustrato il processo che, attraverso la filiera cooperativa, porta la materia prima (uva, Aceto Balsamico Tradizionale e pera) a essere trasformata e/o commercializzata – spiega il direttore di Confcooperative Modena Cristian Golinelli – Gli ospiti provengono da una regione montuosa della Corea del Sud e cercano idee per stimolare lo sviluppo locale. Per questo guardano con molto interesse alla nostra cooperazione, che ha creato e continua a creare lavoro, benessere e – conclude Golinelli – coesione sociale».

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