Dalla Cna un barometro per misurare la crisi


BOLOGNA, 14 APR. 2009 – Imprese in affanno, cresce il “credit crunch” e per le micro e piccole imprese di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria è sempre più difficile accedere a finanziamenti. Una criticità palese che, secondo indagini svolte dalla CNA, evidenzia come da un lato la situazione liquidità vada facendosi sempre più critica, e dall’altro come le imprese vedano aumentare i problemi per la concessione di credito: tempi lunghi per le istruttorie, aumenti negli spread praticati dalle banche, richieste di maggiori garanzie, diminuzione della quota di finanziamento ricevuto rispetto all’importo richiesto. In questa situazione, risulta sempre più decisivo il ruolo svolto dai Consorzi Fidi ai quali si rivolge un imprenditore su due per gestire i propri rapporti con le banche. Una delle questioni di fondo è che tutti i provvedimenti varati a sostegno del credito prevedono la garanzia (Confidi, Medio Credito Centrale, Sace) e cioè si scarica su altri il rischio di insolvenza; le banche finanziano senza garanzia solo le imprese “buonissime dal punto di vista del rating”. Altro problema è costituito dal pieno rispetto degli accordi sottoscritti con istituti di credito, associazioni, Confidi e istituzioni. In Emilia Romagna, è stato istituito il Fondo per la liquidità (1 miliardo di euro) da Regione, Confidi e banche, al quale tuttavia queste ultime, stanno dando poco seguito poiché, nei fatti, non predispongono i prodotti conseguenti. La crisi finanziaria impone dunque una serie di riflessioni a partire dalla capacità di tenuta delle imprese che dipende essenzialmente dalla durata della crisi. Questa determinerà infatti l’ampiezza e la severità della selezione cui il sistema produttivo sarà sottoposto. A questi temi è stato dedicato il Forum promosso dalla rivista IO L’Impresa, edita dalla CNA di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria: “Oltre la crisi: la tutela della piccola impresa e del risparmio. Ripristinare il normale funzionamento delle politiche di accesso al credito” nel quale si è discusso di quali regole, comportamenti e provvedimenti possono aiutare il mondo imprenditoriale a superare questo momento. Quali strumenti sono a disposizione del risparmiatore/imprenditore, nonché delle banche e delle associazioni di categoria? Quali iniziative sono utili perché il sistema bancario sia in grado di ripristinare il normale funzionamento delle politiche di accesso ed erogazione del credito? Ne hanno parlato oggi a Bologna: Massimiliano Marzo – docente del dipartimento di economia dell’Università di Bologna, Sergio Silvestrini – segretario generale CNA, Alfredo Pallini, direttore generale della Banca Popolare di Spoleto e direttore ABI Umbria, Paolo Melega, Staff di Direzione Federazione Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna, Fabrizio Poltronieri, dirigente responsabile area territoriale Emilia Romagna Banca Monte dei Paschi di Siena, Luciano Goffi Direttore generale UBI Banca di Ancona. “Un quadro diffusamente negativo – evidenzia Gabriele Morelli, segretario CNA Emilia Romagna – caratterizza le piccole imprese: il barometro CNA sugli effetti della crisi finanziaria, avviato nell’ottobre 2008 segnala per il 60% degli intervistati un deterioramento delle condizioni di accesso al credito nella seconda metà di gennaio (56% nella precedente rilevazione). In particolare, prosegue il restringimento nella concessione dei crediti e si dilatano i tempi di istruttoria e risposta, sia per le operazioni a breve che per le operazioni a medio/lungo. La rilevazione effettuata dal nostro Barometro sul IV trimestre 2008, conferma infatti, forti difficoltà nell’accesso al credito da parte delle imprese, soprattutto in riferimento alla disponibilità dei finanziamenti. Se, infatti, il 25% degli intervistati indica nell’aumento dei tassi di interesse praticati dalle banche il motivo del peggioramento delle condizioni di accesso al credito, questa percentuale aumenta al 31% e al 36% quando si parla rispettivamente di tempi di concessione e di garanzie richieste. Tensioni riguardano anche le scadenze, con le imprese che segnalano una maggiore difficoltà nel disporre di finanziamenti a lungo termine”.Le banche tendono a contenere il rischio; già dal mese di ottobre 2008 hanno sottoposto a revisione straordinaria gli affidamenti e anticipato i tempi di disimpegno delle situazioni di potenziale difficoltà. La CNA si aspetta un peggioramento dei saldi relativi all’accesso al credito per il primo trimestre 2009 in considerazione del fatto che molta parte del credito utilizzato dalle imprese è “a revoca”. Le difficoltà creditizie interessano in modo trasversale tutti i settori, con un picco negativo per le imprese dell’autotrasporto che, assieme alle imprese del tessile/abbigliamento, soffrono in modo particolare l’allungamento dei tempi di incasso dei crediti commerciali; una situazione di diffusa difficoltà si rileva con particolare accentuazione anche per i settori manifatturieri e delle costruzioni. Vanno comunque colte anche alcune note positive. “Osserviamo infatti – spiega Morelli – che permangono quote, minoritarie ma significative, di imprese che non recedono nei programmi di investimento e tengono sul versante occupazionale a prescindere dai settori di appartenenza. Lo attestano anche i risultati dei recenti bandi promossi dalla Regione Emilia-Romagna sui progetti di innovazione. Dalla capacità di queste imprese di sapere cogliere i primi segnali di ripresa, dipenderà la possibilità di far ripartire l’economia. Queste potenzialità vanno tuttavia sostenute da un sistema bancario in grado di ripristinare il normale funzionamento delle politiche di accesso ed erogazione del credito”.Nel corso del Forum di Bologna, è stato sottolineato come i dati dell’indagine CNA, trovino ulteriori conferme. Sulla base degli ultimi dati diffusi dalla Banca d’Italia, la crescita del credito bancario negli ultimi dodici mesi, che a settembre del 2008 era ancora del 12%, a ottobre è scesa al 10%, per attestarsi a gennaio del corrente anno all’8%. La crescente difficoltà delle imprese nei confronti del mondo creditizio è confermata anche da una serie di indagini qualitative; in particolare, sulla base dell’indagine mensile Isae sulle imprese manifatturiere, a febbraio si acuiscono le tensioni sul fronte del credito: le condizioni di accesso sono peggiorate per il 40,2% degli intervistati (dal 33,5% della precedente rilevazione).

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