Dall’Ue via liberapagamento dei debiti Pa


19 MAR. 2013 – L’Ue apre alla possibilita’ di conteggiare in maniera flessibile il ‘peso’ dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione italiana nei confronti di imprese e fornitori su deficit e debito pubblico. Questa l’indicazione giunta dalla Commissione europea in seguito a un’intesa raggiunta tra Antonio Tajani e Olli Rehn. L’Italia, secondo le indicazioni provenienti da Bruxelles, deve preparare un piano di rientro per i debiti pregressi contratti dalla pubblica amministrazione con le imprese e la Commissione Ue e’ pronta a collaborare per attuarlo. La Commissione Ue invita pertanto l’Italia a fornire cifre aggiornate. In una dichiarazione congiunta i due vicepresidenti – Tajani responsabile per l’industria e Rehn per l’economia e la finanza – rilevano che la direttiva Ue sul ritardo dei pagamenti, che tutti i Paesi Ue dovevano recepire entro sabato 16 marzo, non ha valore retroattivo, e quindi serve una ”soluzione realistica” per superare il problema enorme degli arretrati In Italia si stima che il loro ammontare vada dai 70 miliardi in su. Proprio nei giorni scorsi, da Mirandola, il presidente dei Giovani Industriali di Confindustria, Jacopo Morelli, aveva lanciato l’appello: "Subito il pagamento di 50 dei 70 miliardi che le imprese italiane vantano verso le pubbliche amministrazioni". E mentre il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, imprenditore legato all’Emilia grazie alla sua Mapei (oltre che proprietario del Sassuolo Caldio) chiede di procedere subito, senza aspettare la formazione di un nuovo Governo, in trepidante attesa saranno le imprese del distretto biomedicale mirandolese. E’ dal quel distretto, infatti, che risiedono le più importanti società del biomedicale, da Bellco alla Gambro. Imprese duramente colpite dal sisma di maggio, oggi alle prese con il difficile compito della ricostruzione. Imprese che vantano crediti verso la Pubblica Amministrazione per ben 700 milioni di euro.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet