Da Sergio il Solitario a Flavio il Secchione


BOLOGNA, 23 GIU. 2009 – Con l’elezione di Flavio Delbono, ieri sera Bologna ha girato pagina. E tutti i bolognesi, per una volta, si sono trovati d’accordo sul fatto che ce ne fosse un gran bisogno. Lo volevano gli elettori di centrodestra, che predicavano la legge dell’alternanza e avrebbero preferito un cambiamento diverso da quello che si è poi realizzato. Ma lo chiedevano anche i seguaci del centrosinistra, che pur essendo usciti vincitori dalle amministrative di cinque anni fa si erano ben presto pentiti della loro scelta. Il fatto è che per un motivo o per l’altro, tutti aspettavano con ansia di archiviare la stagione bolognese di Sergio Cofferati.C’ERAVAMO TANTO AMATIL’idillio tra l’ex segretario della Cgil e i cittadini, nato durante la campagna elettorale del 2004 e culminato nella grande festa per la vittoria in una piazza Maggiore gremita, si è quasi subito incrinato. Le promesse di una partecipazione attiva della popolazione nella gestione del Comune sono rimaste tali, e con gli anni il primo cittadino si è mostrato sempre più refrattario al dialogo. Fino alle polemiche legate alla difficoltà di gestire contemporaneamente il ruolo di amministratore in Emilia e di novello genitore a Genova, il conseguente addio a Bologna e l’inaspettata candidatura in Europa. Delbono ha sentito fin dall’inizio della sua corsa il peso del suo illustre – e impopolare – predecessore. Ancora ieri durante la festa, i cittadini non hanno mancato di fargli presente: "Non ci deludere, non fare come Cofferati". "Non scomparire e torna tra noi", gli hanno urlato. "Ho vinto grazie a gente comune come voi, come noi", ha risposto però il neo sindaco, facendo intendere un desiderio di cambiare rotta fino ad oggi annunciato sempre sottovoce. IL PASSAGGIO DI CONSEGNEIeri mattina, prima di volare a Bruxelles, Cofferati ha fatto una scappata sotto le Due Torri. Ha votato nuovamente per Delbono, come promesso dopo il primo turno. In serata, poi, raggiunto telefonicamente dal segretario locale del Pd Andrea De Maria, si è detto "ovviamente molto contento del risultato" del ballottaggio. "Ho fatto i miei auguri a Flavio per il suo lavoro futuro, ci vedremo nei prossimi giorni per il passaggio delle consegne", ha aggiunto il sindaco uscente.Oggi è stato reso noto che l’incontro avverrà giovedì mattina in Comune. Non si tratterà di una cerimonia istituzionale, perchè tocca alla Prefettura "incoronare" il neo primo cittadino. Cofferati rischierà addirittura di non essere, almeno formalmente, più in carica. Se, infatti, sarà già valida l’opzione che il Cinese ha esercitato una volta che è stato eletto al Parlamento Europeo, il reggente di Palazzo d’Accursio sarebbe diventato il suo vice Giuseppe Paruolo. L’ex primo cittadino potrà comunque salutare quelli che per cinque anni sono stati i suoi dipendenti e i giornalisti che lo hanno accompangato nel corso della sua breve avventura bolognese."RISPRISTINARE IL DIALOGO"Una critica nemmeno troppo implicita a Sergio Cofferati arriva anche da Luigi Marino, presidente di Confcooperative a Bologna, che nel fare gli auguri a Flavio Delbono si augura che il primo impegno del nuovo sindaco sia quello di ripristinare il dialogo."Bologna – ha detto – ha finalmente un nuovo sindaco. Veniamo da una campagna elettorale molto lunga, velenosa e lacerante. Per risollevare la città, inerte e annichilita, ora occorre mettersi subito al lavoro per risolvere i problemi antichi e nuovi di Bologna, dei suoi cittadini e delle sue imprese. La prima cosa che Confcooperative chiede al nuovo sindaco è di riattivare il dialogo che da tempo è venuto a mancare fra Istituzioni locali e città. Bologna non ha bisogno di un uomo solo al comando ma di un impegno che favorisca la coesione sociale, la collaborazione con le realtà economiche e sociali, il confronto serio e costruttivo tra la forze politiche". Secondo Marino, "ognuno, nel rispetto dei ruoli e delle proprie prerogative, deve fare la propria parte nel quadro di un disegno comune per rimettere Bologna in movimento e farla tornare a crescere. Confcooperative in campagna elettorale aveva chiesto anche discontinuità e sussidiarietà, principi che Delbono ha dimostrato di comprendere e che la forza del successo elettorale gli consente ora di praticare concretamente"."CON I CITTADINI SERVE ONESTA’ "Un diverso legame con i cittadini è invece quello che auspica Miguel Sal, l’architetto argentino che ha ideato la campagna elettorale del neo-eletto sindaco di Bologna. "Un sindaco – ha spiegato – dovrebbe essere, dal punto di vista comunicativo, soprattutto coerente. Gli atti di governo vanno comunicati ai cittadini con onestà: bisogna avere un buon rapporto con loro. Su questo può puntare Delbono. Cosa che invece è mancata del tutto a Cofferati"."Il nuovo sindaco non si trova a suo agio a parlare alle folle? Niente di male – continua l’autore dello slogan "C’è del Delbono a Bologna" –  Dovrebbe semplicemente  evidenziare che fa bene il suo lavoro di primo cittadino. Essere se stesso. Sarebbe già tanto, anzi, potrebbe essere rivoluzionario". Ogni politico, ha detto poi l’architetto, ha dei forti connotati personali, "che non si possono cambiare": ad esempio, "Berlusconi è simpatico e sfacciato, mentre Cazzola é aggressivo e immaginativo. Per questo anche Delbono deve insistere su quello che sa fare meglio. Lui è uno che è abituato, in realtà, a fare lezione a centinaia di studenti. L’importante è che si senta comodo nel ruolo che occupa". "Flavio Delbono è una persona seria, uno che ha studiato, un secchione – conclude Sal – Questo non è sexy? Va bene così".

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