Da Piacenza il fungo anti tossine


Nasce da una ricerca tutta italiana il primo progetto di lotta biologica nel piatto alle aflatossine cancerogene, che sono un vero flagello sia per la salute, in quanto altamente nocive per uomini e animali, sia per l’economia italiana, che risente negativamente della svalutazione dell’intera filiera del mais determinante per l’alimentazione degli animali destinati alla produzione di latte e quindi per le produzioni casearie. L’innovativa soluzione è stata presentata all’Expo di Milano per iniziativa dell’Università di Piacenza, DuPont Pioneer, Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia che hanno realizzato il progetto imperniato sulla lotta biologica “no ogm” grazie all’utilizzo di un particolare ceppo di Aspergillus flavus incapace di produrre le pericolose aflatossine e quindi protegge dalla contaminazione il mais e il latte. Le aflatossine che sono state trovate per la prima volta in Italia nei primi anni 2000 si riscontrano in occasione di condizioni stagionali inusuali per i nostri areali, come estati particolarmente calde, riconducibili ai cambiamenti climatici. La nuova soluzione biologica sviluppata da un team di ricercatori italiani si chiama AF-X1; il suo principio attivo è un ceppo atossigeno di Aspergillus flavus, incapace cioè di produrre aflatossine, che compete con i ceppi tossigeni presenti nell’ambiente, impedendo loro di colonizzare e contaminare le piante di mais. La professoressa Paola Battilani, coordinatrice del progetto per l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha sottolineato la peculiarità di AF-X1: “è una soluzione preventiva per la salvaguardia del mais nostrano, con la prerogativa che il ceppo Aspergillus è stato selezionato ed isolato nei suoli italiani, pertanto è un fungo autoctono adattato ai nostri ambienti”.

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