Dà fuoco alla casa e si getta dalla finestra. La madre trovata morta


BOLOGNA, 13 NOV. 2010 – E’ stato soccorso dal 118 e portato all’ospedale Maggiore Bruno Matteuzzi, il disoccupato quarantottenne che questa mattina all’alba si è lanciato dalla finestra di casa sua – un appartamento al terzo piano nella periferia di Bologna, in via Puccini – per sfuggire ad un incendio. La caduta è stata attutita da una siepe e l’uomo non sarebbe in pericolo di vita, ma è stato sottoposto ad un intervento e rischierebbe di rimanere paralizzato dal bacino in giù. Su di lui perdipiù potrebbero pesare le accuse di omicidio e tentato suicidio, al momento al vaglio degli inquirenti. All’interno dell’abitazione è stato infatti rinvenuto il corpo senza vita di sua madre Augusta Mattioli, vedova di 85 anni. Matteuzzi, seguito da tempo dai servizi sociali, viveva con lei e questa mattina all’alba l’avrebbe strangolata, almeno secondo le prime ricostruzioni. Le cause del rogo sono ancora in via di accertamento, anche se è probabile che sia stato Matteuzzi stesso ad appiccare le fiame. Alle origini del gesto potrebbe esserci la difficile situazione economica e di disagio sociale in cui versava la famiglia. Per il mancato pagamento delle bollette gli erano state revocati diversi servizi. Madre e figlio vivevano senza elettricità, e anche ieri sera erano state accese le candele. Da tempo non pagavano le spese condominiali. A riguardo a gennaio è fissata un’udienza in tribunale per il pignoramento dell’appartamento. La donna è stata trovata vestita riversa nella vasca da bagno, lo stesso locale da cui il figlio poi si è gettato. L’anziana è stata portata fuori dal palazzo prima che il corpo venisse lambito dalle fiamme, domate dai vigili del fuoco. Sul posto anche il medico legale e i carabinieri. Le indagini sono coordinate dal pm di turno, Marco Mescolini.Al momento Bruno Matteuzzi è indagato per incendio doloso. Piantonato in ospedale, l’uomo potrebbe in seguito venire indagato anche per l’omicidio della madre, come atto dovuto in modo da poter nominare un consulente tecnico per l’autopsia dell’anziana, disposta dal pm e prevista per lunedì. Al momento, oltre all’ipotesi di omicidio-tentato suicidio, gli inquirenti stanno vagliando anche quella del suicidio combinato, cioé della possibilità che i due abbiano deciso insieme di farla finita. Un’ulteriore pista è quella di un gesto disperato dell’uomo, figlio unico, dopo il decesso della madre, nel caso fosse avvenuto indipendentemente da lui. La donna, in ogni caso, non è morta per il fuoco, ma non si esclude che possa essere soffocata. La porta dell’appartamento, poi, era chiusa dall’interno. Dentro, gli inquirenti hanno constatato lo stato di indigenza, con rifiuti sul pavimento e altre cianfrusaglie sparse per la casa. Nel palazzo vivono 18 nuclei familiari, che hanno dovuto momentaneamente abbandonare lo stabile.

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