Da Coop Estense 2 milioni e mezzo di “Brutti ma buoni”


MODENA, 25 GEN. 2012 – “Brutti ma Buoni”, la consolidata iniziativa che Coop Estense mette in campo ormai dal 1989, ha permesso alla cooperativa di donare in solidarietà, in tutti i territori in cui opera, merce per un valore complessivo che sfiora quasi 5 milioni e mezzo di euro. Ammonta a circa 2 milioni e 500 mila euro il valore del donato alle 154 associazioni che operano sul territorio provinciale modenese, per un totale di 404 mila chili di beni alimentari devoluti a 13.847 persone bisognose. Si tratta di un progetto dal grande valore sociale, oltre che ambientale, che ha permesso al Comune di Modena, grazie all’intesa che anche quest’anno viene confermata con la cooperativa, di rispondere, in termini di assistenza, a bisogni del territorio che altrimenti graverebbero sulle casse comunali. “In questo momento di grande difficoltà economica delle famiglie modenesi – commenta Francesca Maletti, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Modena –  la collaborazione tra Comune di Modena e Coop Estense permette di valorizzare maggiormente le azioni compiute dai singoli soggetti (Comune, cooperativa e associazioni) nel territorio modenese, in quanto il conoscere meglio il bisogno e soprattutto i diversi canali di risposta permette di essere più efficaci, di evitare delle sovrapposizioni ed anche avere una rete maggiormente attenta alle persone che sono più in difficoltà. A nome dell’Amministrazione Comunale voglio ringraziare tutti i volontari, dipendenti e dirigenti di Coop Estense per la concretizzazione del progetto “Brutti ma Buoni che non esisterebbe se quotidianamente non ci fosse la loro attività”. È anche grazie a collaborazioni come quella avviata col Comune di Modena che Coop Estense, anno dopo anno, vede crescere la propria capacità di risposta al mondo della solidarietà. Una realtà sempre più consistente ed eterogenea, fatta da grandi e piccole associazioni, quasi sempre poco visibili, ma che rivestono un ruolo determinante nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. Organizzazioni ed enti che trovano nei “Brutti ma Buoni” una fonte alternativa di finanziamento o sostentamento per realizzare le proprie finalità solidaristiche, quando non direttamente una risposta ai bisogni primari degli utenti che assistono attraverso beni alimentari, abbigliamento, materiali di consumo quotidiano. I risultati ottenuti da Coop Estense sono resi possibili grazie all’impegno e alla condivisione di diversi soggetti, interni ed esterni alla cooperativa, grazie ai quali nel tempo si è potuto costruire un meccanismo estremamente efficiente in tutte le fasi: dalla gestione dei prodotti ritirati e stoccati nei punti di vendita, curata dai dipendenti della cooperativa, alla selezione delle associazioni e degli enti destinatari, coordinata con quotidiana attenzione dai Soci attivi della cooperativa anche grazie alle indicazioni provenienti dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune. “L’iniziativa Brutti ma Buoni – commenta Isa Sala, direttore Soci e Consumatori di Coop Estense – è ormai divenuta un’attività quasi data per scontata da tante realtà che grazie ad essa possono operare sul territorio e rispondere a situazioni di bisogno. Ciò è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione, nonché la conferma di un ruolo a cui la cooperazione di consumo mai verrà meno: essere di sostegno al territorio è infatti una prerogativa della cooperativa, sancita nel suo stesso Statuto. Ci auspichiamo che il nostro sforzo, che unisce sostegno al territorio e promozione della cultura del non spreco, possa essere esempio e stimolo affinchè anche altri soggetti economici inizino ad intraprendere percorsi virtuosi di destinazione a fini solidaristici di tutta quella merce invenduta, che sappiamo essere tanta, prodotta dalle attività commerciali”. “Mentre l’Unione Europea dichiara il 2014 anno contro gli sprechi alimentari – aggiunge Isa Sala – dalla stessa aspettiamo con interesse una proposta di miglioramento delle norme di etichettatura e di snellimento delle attività di donazione di prodotti, oggi ancora eccessivamente “burocratiche”. “La distribuzione di aiuti alimentari – commenta Giuseppina Caselli, Presidente Caritas Diocesana – è servizio diffuso nelle parrocchie della città e delle frazioni principali. L’esperienza, stimolata anche dall’offerta di risorse provenienti dai “Brutti ma Buoni”, è anche un’occasione di sensibilizzazione della comunità per introdurre modalità più adeguate nella relazione di aiuto. L’accesso alla distribuzione degli aiuti infatti, avviene nella maggior parte dei casi, in modo diretto, semplicemente presentandosi nella sede e nell’orario dedicato o a seguito di un colloquio. Mantenere la distribuzione nel tempo a persone che risiedono nel territorio della parrocchia è un criterio largamente condiviso e motivato dalla necessità di consentire una minima, ma crescente, possibilità di relazioni comunitarie da sviluppare in vario modo (conoscenza di vicinato, visite nelle case, contatti con i Servizi Sociali)”. Attraverso la Caritas parocchiale della Parrocchia Santa Maria Assunta di Collegara, il progetto “Brutti ma buoni” coinvolge anche la Comunità d’accoglienza “Sacra Famiglia” di via Scartazza a San Damaso, che accoglie mamme con bambini e minori in difficoltà. “Con i Brutti ma Buoni – sottolinea Suor Elisabetta Scaravaggi, responsabile della Comunità educativa – ci è possibile ogni giorno, 365 giorni all’anno, dare pranzo, merenda e cena a tanti ragazzini che altrimenti le loro famiglie non riuscirebbero a sfamare”. “Grazie a questa iniziativa di Coop Estense – spiega Antonio Capasso, Cooperativa sociale Girasole – abbiamo avuto la possibilità di organizzare, in collaborazione con la Polisportiva Forese Nord, la Parrocchia di Albareto, la Caritas e le scuole Bersani, diversi eventi durante i quali distribuire ai ragazzi giochi, vestiti di carnevale e materiale scolastico che con ogni probabilità le loro famiglie non avrebbero potuto acquistare. Mai ci stancheremo di sottolineare quanto iniziative come il progetto “Brutti ma Buoni” siano fondamentali per tutte quelle realtà che, come Il Girasole, operano nel settore sociale consentendo di sostenere, anche attraverso i giochi, la crescita di bambini che vivono in contesti familiari difficili, per lo più con difficoltà economiche, e che sempre più spesso avvertono il divario con i propri coetanei”.

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