Da Cariromagna 510 milioni per imprese e famiglie


Pur in un quadro di “grave difficoltà”, Cariromagna (banca del gruppo Intesa Sanpaolo presente in Romagna con 93 filiali e circa 150.000 clienti) è riuscita a sostenere l’economia locale con circa 510 milioni di euro di nuovi finanziamenti a medio lungo termine, di cui circa 372 alle imprese e 138 agli investimenti, per lo più immobiliari, delle famiglie. I crediti alla clientela ammontano a 4,2 miliardi (volumi medi -1,5% rispetto a dicembre 2012), “in leggero calo per la ridotta domanda di credito, connessa al ciclo congiunturale recessivo”, segnala la banca in una nota. Nel comparto famiglie e “small business” si registra invece un aumento dei volumi medi di circa l’1% negli impieghi. I dati emergono dal bilancio 2013 chiuso in negativo per 26 milioni. “Pur operando in un contesto critico, abbiamo registrato performance commerciali molto incoraggianti, con il risultato della gestione operativa della banca in continua crescita, grazie al miglioramento dei ricavi e al contenimento dei costi- dice il direttore generale Stefano Capacci- ma per effetto del considerevole impatto delle rettifiche Cariromagna chiude l’esercizio con un risultato negativo”. Dietro l’angolo però “la volatilità dei mercati finanziari può offrire anche opportunità che occorre sapere cogliere; credo che questa situazione favorisca un aumento della domanda di consulenza finanziaria specializzata” e quindi una “opportunità di crescita che la banca, forte del gruppo di appartenenza, è pronta a sostenere”, aggiunge Capacci. Oggi, assicura il manager, “siamo in grado di sostenere la ripresa attesa per i prossimi mesi e che incominciamo a intravvedere”. Cariromagna, assicura, è “banca sana, solida”, continua “a lavorare con la serenità di chi sa di avere fatto e di stare facendo bene tutto ciò che serve”.

 

 

I dati di bilancio di Cariromagna dicono anche che: le attività finanziarie della clientela presso la banca ammontano a 4,6 miliardi (-1,5%); la flessione della raccolta indiretta (-2,6%) è stata in parte controbilanciata dall’aumento della raccolta diretta (+0,6%); la clientela si orienta sempre più su forme di gestione professionale del risparmio, “come dimostra l’incremento del 18% del risparmio gestito che ha raggiunto quota 1,6 miliardi”. Cariromagna sottolinea anche che “pur in un contesto di persistente volatilità e difficoltà economica il risultato della gestione operativa sale a 80,5 milioni (+9,2%), grazie alla crescita dei proventi operativi netti (+0,2%) e alla diminuzione degli oneri operativi (-7%)” e ciò produce “una maggiore efficienza con un rapporto costi-ricavi che scende al 51,4% rispetto al 55,4% di dicembre 2012”. Ma la “difficile congiuntura economica, il conseguente aumento dei crediti in sofferenza e soprattutto l’adozione di criteri estremamente prudenti nella loro valutazione”, hanno portato la banca ad “effettuare consistenti rettifiche su crediti per 123,5 milioni, con un aumento di 50,8 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. La banca rivendica poi “una politica di accantonamento rigorosa ed adeguata a fronteggiare le perdite attese, con una copertura dei crediti deteriorati al 43,1%, su livelli superiori rispetto a quelli di fine 2012 (38,3%)”. A conti fatti, a fine 2013 il bilancio è negativo per 26 milioni, ma “la solidita” della banca e” confermata da un coefficiente di solvibilita” pari al 13,1%”. Il 2013 “è stato indubbiamente ancora un anno molto complesso e difficile”, dice il presidente Sergio Mazzi, ma si è “perseguito il suo ruolo di banca del territorio” appunto con gli oltre 510 milioni di erogazioni.

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