Da Caravaggio a Van Gogh, ‘Fiori’ in mostra a Forlì


FORLI’, 11 OTT 2009 – La storia dell’arte da Caravaggio a Van Gogh attraverso la raffigurazione dei fiori è il tema della grande mostra che si svolgerà ai Musei di San Domenico di Forlì dal 24 gennaio al 10 giugno 2010. Esposti capolavori di Rembrandt, Cagnacci, Gentileschi, Dolci, Hayez, Delacroix, ma anche Manet, Monet, Cezanne, Renoir e Van Gogh, per raccontare tre secoli di somma pittura. L’importante rassegna si intitolerà Fiori. Natura e figura dal Seicento a van Gogh e sarà curata da esperti quali Antonio Paolucci, Daniele Benati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, da tempo impegnati a selezionare le opere più significative per questo straordinario excursus nella bellezza e nel genio. Come per ogni mostra realizzata a Forlì negli spazi dell’istituto museale recentemente restaurato, lo spunto nasce dal ricco patrimonio d’arte locale, in questo caso un meraviglioso dipinto, la Fiasca fiorita, vero e proprio simbolo della pinacoteca cittadina. Considerata una della più belle natura morte di tutti i tempi, l’opera rappresenta ancora oggi un enigma, in quanto nessun studioso è riuscito a scioglierne il mistero dell’attribuzione. Molti i nomi in campo, tutti più o meno plausibili, tra cui quelli che appaiono più vicini alla realtà restano Caravaggio e Cagnacci. Unico fatto certo è che si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista, appartenente al gruppo dei cosiddetti Fioristi, che riproducevano solo fiori, bensì da un maestro della pittura (da quella sacra al ritratto), capace di eccellere nella rappresentazione della figura umana. Il progetto della mostra intende dunque riproporre, con un nuovo approccio metodologico, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco di fine ‘500 e l’affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, per giungere alle soglie del XIX secolo, prima della comparsa delle avanguardie storiche. Un percorso espositivo che illustrerà in che misura, nel corso dei secoli, i quadri di fiori o i quadri di figura, dove l’elemento floreale assumeva un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore alla figura stessa, abbiano raggiunto un’intensità e un’originalità estetica assai superiore alla convenzionalità che caratterizzò appunto l’arte dei Fioristi. A testimoniarlo i capolavori di Caravaggio, Cagnacci, Gentileschi, Dolci e altri grandi pittori che hanno eccezionalmente dipinsero quadri di fiori, ma anche il caso di Rembrandt quando ritrae la moglie come Flora, aiuteranno se non a risolvere, almeno ad avvicinarsi al mistero ancora racchiuso nella straordinaria bellezza della Fiasca fiorita. E se nel ‘700 il tema sembra scomparire, nel secolo successivo se ne registra una forte e decisiva ripresa. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione altamente specifica e inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei maggiori movomenti (dal Romanticismo al Realismo, dall’Impressionismo al Simbolismo) a reinventare il genere conferendogli nuovo significato. Artisti come Hayez, Delacroix, Courbet, Manet, Monet, Cezanne, Renoir, De Nittis, Boldini, Zandomeneghi, Klimt, Van Gogh e Previati saranno invece rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ispirati però dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi, sostituendo ai valori del contenuto quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche la magia della pura visione dell’occhio dell’artista che registra le impressioni della natura fino a creare una realtà superiore, quella dell’arte.

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