Cultura e creatività. In ER ci mangiano in 80mila


BOLOGNA, 15 DIC. 2011 – Ottantamila addetti in 32mila unità locali, un peso che arriva fino al 3,7 per cento del fatturato annuale dell’intera economia regionale, una crescita del 58 per cento di imprese nel periodo tra il 2011 e il 2009, con un +16 per cento di addetti nel totale dell’economia regionale (oggi il 4,6 per cento del totale). Per fare un raffronto diretto, in Emilia-Romagna gli addetti del settore tessile sono 50mila, 10mila quelli del biomedicale e 5mila quelli del ciclo-motociclo.
Sono solo alcune delle cifre fornite da una ricerca Ervet che tracciano una radiografia, la prima, sull’economia della cultura e della creatività in Emilia-Romagna, in anticipazione dell’esposizione dell’intero rapporto prevista per gennaio. I dati sono stati comunicati oggi nell’ambito del convegno su "L’economia della creatività", tenutosi nella sede bolognese della Regione.
"In realtà – ha detto l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti aprendo i lavori – come le stesse cifre ci confermano, l’industria della creatività e della cultura è già terreno di crescita e sviluppo, ben al di là della comune percezione che tende ad assegnare a questo settore un ruolo ancillare, anche all’interno delle amministrazioni pubbliche, al contrario di quanto avviene nel resto dei Paesi evoluti".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet