Croce blu: sono affari di famiglia


© Trc-TelemodenaMODENA, 15 MAG. 2009 – 600mila euro in due anni, il 2007 e il 2008, sarebbero stati usati dall’associazione Croce Blu, Avpa, di Modena, per pagare servizi fittizi, bisogni creati ad hoc, come pseudo appalti, ad una cooperativa sociale della città, Oltre il blu. E i soldi all’associazione non arrivavano da donazioni private, erano stanziamenti di enti pubblici decisi per sostenere il prezioso lavoro dei volontari a beneficio della collettività, fondi che venivano ripartiti fra le varie associazioni socio sanitarie. Questa la conclusione a cui è giunta la guardia di finanza dopo una lunga indagine.Tre presidenti della Croce blu e due della cooperativa sono stati denunciati per il reato di appalto illecito di manodopera – rischiano anche un’ammenda di 218mila euro – per aver illecitamente utilizzato 23 lavoratori in servizi che l’associazione dovrebbe invece fornire con i volontari, quindi a costo zero. Sono stati proprio i volontari della Croce blu a sollevare il problema, già un anno fa, insospettiti dei troppi contatti dell’associazione con la cooperativa, e sottolineando come i vertici di entrambe fossero imparentati.Da giugno l’associazione ha una nuova classe dirigente. Una brutta storia, ha detto il comandante provinciale delle fiamme gialle, soprattutto perché coinvolge un settore, il volontariato, che ha tanti meriti e non è giusto che qualcuno con comportamenti scorretti vi getti discredito. La finanza ha sottolineato come in questa vicenda il comune di Modena che ha erogato i fondi è parte lesa.

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