Crisi, sindacati: “A Forlì serve scatto d’orgoglio”


FORLI’, 27 AGO. 2013 – Uno scatto d’orgoglio da parte del territorio. E’ quanto chiedono Cgil, Cisl e Uil di Forlì con un comunicato congiunto. ”Partendo dalle notizie di cronaca degli ultimi giorni – sostengono i sindacati -, emerge che il territorio di Forlì non risente solo degli effetti della crisi globale, ma sconta anche proprie debolezze e criticità ereditate da precise scelte sbagliate del passato. La vicenda aeroporto, il fallimento Sapro e la concezione di diversi imprenditori che credono ancora che la competitività sia ridurre salari e diritti ai lavoratori, fino al comportamento banditesco della Dometic italy, ci consegna uno scenario drammatico che richiede uno scatto di orgoglio”. Secondo i sindacati ”il territorio non può stare alla finestra ad osservare da spettatore indifferente ad episodi come questi. Nessuno può pensare che la responsabilità sia sempre in capo ad altri, per fare un esempio non si dimentichi che i vertici di Sapro sono sempre stati espressione della classe imprenditoriale forlivese. Oggi non ci può essere qualcuno che sale in cattedra e critica tutto e tutti dimenticandosi le proprie ciclopiche responsabilità”. ”Come Cgil Cisl e Uil – prosegue la nota – chiediamo alle associazioni di impresa di prendere le distanze formali da comportamenti socialmente insostenibili come quello che la Dometic ha cercato di mettere in atto, azioni che rischiano, se non isolate, di mettere in discussione la tenuta sociale del territorio con conseguenze preoccupanti. Chiediamo alle istituzioni (comuni del territorio, provincia) di esprimersi con chiarezza rispetto all’idea di sviluppo da perseguire, al fine di consentire al nostro territorio di essere in grado di avere le idee e gli strumenti per agganciare l’eventuale ripresa economica e di non sperperare le risorse di un territorio’. "Pensiamo – conclude la triplice sindacale – che l’idea di un ”Fondo territoriale per lo sviluppo” ed un codice etico che ne definisca finalità e criteri di utilizzo e di intervento possa rimettere al centro la capacità programmatoria del territorio, diventando alla luce degli ultimi avvenimenti ancor più urgente e necessario per coniugare sviluppo e dignità del lavoro”

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