Crisi, se non ci fossero le regioni…


BOLOGNA, 13 FEB. 2009 – “Un accordo e un passo importante” così Vasco Errani, nelle vesti di presidente della Conferenza delle regioni, definisce l’intesa raggiunta tra Governo e Regioni sugli ammortizzatori sociali. Un accordo che mette per iscritto quante risorse lo Stato e quante le Regioni dovranno destinare ad azioni di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro nel biennio 2009-2010. 5,35 miliardi li metterà il governo, la parte restante, 2,65 miliardi, le Regioni che utilizzeranno i fondi sociali europei di cui dispongono. In base all’accordo i governi regionali hanno ottenuto l’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per investimento nel 2008. L’intesa dovrà essere ratificata da una prossima conferenza Stato-Regioni. “Le regioni – ha spiegato Errani – hanno dimostrato una grande serietà e dato una risposta concreta ai tanti lavoratori senza la protezione della cassa integrazione ordinaria”.La riunione di ieri presso il ministero dei rapporti con le Regioni si è protratta fino a tarda sera, con continue limature dei testi. L’intesa raggiunta è composta da 14 punti per quanto riguarda i temi del sostegno al reddito e la politica attiva del lavoro, più due punti che riguardano il fondo aree sottosviluppate e la nettizzazione dei fondi da non conteggiare nel patto di stabilità.Soddisfatto il ministro per i Rapporti con le regioni, Fitto, ha commentato: “Per il Paese è una risposta molto importante per affrontare la crisi”. Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa a palazzo Chigi ha lodato l’accordo: “C’è stato un livello di collaborazione che fino a questo punto non si era mai visto, e anche un principio di responsabilità di ogni singolo tra diversi livelli istituzionali”.Degli elogi da parte dell’esecutivo, Vasco Errani prende atto, puntualizzando che avrebbe preferito una diversa modalità per pubblicizzarli. "Prendo atto del ringraziamento che il Governo rivolge alle Regioni – sono le parole di Errani – penso sia una sottolineatura giusta dal momento che proprio le Regioni hanno lavorato e insistito per raggiungere questo risultato a vantaggio dei lavoratori, anche denunciando i ritardi. Del resto, lo dico per inciso, avrei preferito che l’accordo raggiunto fosse presentato in una conferenza stampa congiunta". "Ma ciò che importa è la sostanza – prosegue Errani -, e la sostanza è che questo accordo mette finalmente un punto fermo nelle politiche pubbliche anti-crisi. Le Regioni responsabilmente e con determinazione (e ciò è stato decisivo) hanno contribuito a questo esito presentando una proposta unitaria, avanzando una disponibilità finanziaria concreta, e dicendo mesi fa che una seria strategia anti-crisi aveva bisogno di una forte mobilizzazione di risorse nazionali. Ora raggiungiamo un primo importante obiettivo (ne dovranno seguire altri perché la crisi è seria): quello di mettere a disposizione di azioni per il sostegno al reddito e per politiche attive del lavoro una cifra complessiva di 8 miliardi di euro, rivolta al sistema degli ammortizzatori in deroga, ossia ai lavoratori a tempo determinato, con rapporti discontinui, di piccole imprese, non protetti dai sistemi integrativi ordinari".Errani chiarisce: "non si tratta di devoluzione di funzioni, né di riforma degli ammortizzatori sociali – come esplicitato fin dalle prime righe dell’accordo – bensì di una iniziativa straordinaria per dotarsi nel biennio 2009/10 di uno strumento necessario nella presente congiuntura economica". Nel lavorare con convinzione a questa soluzione positiva le Regioni, sottolinea Errani, hanno ottenuto garanzie su punti importanti: la necessità di un assenso delle istituzioni europee agli interventi delineati; il rispetto delle programmazioni regionali sul Fse (Fondo Sociale Europeo) e sul Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate); la conferma della territorializzazione degli interventi a vantaggio delle aree sottoutilizzate; l’impegno del governo a coprire eventuali esigenze ulteriori che andassero oltre le risorse definite nei diversi territori; meccanismi di salvaguardia della possibilità di spesa, migliorando i meccanismi di calcolo del Patto di stabilità interno. "Abbiamo insistito con fermezza – conclude Errani – su queste garanzie per rendere possibile ed incisiva l’azione anti-crisi: ora il Governo è impegnato a rispettare questi punti e a rendere fattivo questo sforzo congiunto sugli ammortizzatori sociali in deroga. Aggiungo che questa risposta nuova e concreta a tanti lavoratori con tutele scarse o assenti, si somma alla conferma delle azioni già in corso nei territori per contrastare la crisi".

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