Crisi pesche, “via varietà inaffidabili”


“Dopo il disastro del 2014 bisogna ridurre del 30% la produzione di pesche e nettarine, togliendo dal mercato le varietà inaffidabili”. Alla vigilia di Fruit Logistica, la fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Berlino dal 4 al 6 febbraio, il presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna (associazione che riunisce le imprese private commerciali dell’ortofrutta) Giancarlo Minguzzi fa il punto sulla campagna estiva e su quella di autunno-inverno. “Le liquidazioni di pesche, nettarine e susine della campagna estiva 2014 – afferma – stanno dando i pessimi risultati attesi, dato che si sono confermate mediamente dai 15 ai 20 centesimi al chilo, con una perdita per ettaro di oltre 4.000 euro”. Secondo il presidente regionale di Fruitimprese, per uscire dalla crisi occorre che “quel 30% di prodotto di scarsa qualità esca dal mercato”. Buone notizie invece dal settore delle albicocche, considerate, grazie al rinnovamento di varietà, un frutto di alta qualità. “Buone performance – prosegue Minguzzi – hanno avuto anche alcune varietà di susine”. Pere e mele estive hanno dato risultati economici medio-scarsi, mentre le pere autunnali come l’Abate, partite con prezzi in campagna attorno ai 30 centesimi al chilo, strada facendo stanno aumentando le quotazioni. Infine, il kiwi è iniziato con prezzi molto buoni, 60/70 centesimi alla produzione, ma negli ultimi giorni la domanda si sta riducendo a causa dell’offerta di kiwi dalla Grecia a prezzi più bassi.

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