Crisi, lo stato della cooperazione reggiana secondo Legacoop


REGGIO EMILIA, 12 FEB. 2009 – Si è riunita ieri la Direzione di Legacoop Reggio Emilia, per esaminare alcuni questioni oggi di grande importanza. La riunione dell’organo direttivo di Legacoop, presieduto da Ildo Cigarini, e che ha visto la prima “uscita” ufficiale del nuovo direttore generale Francesco Malpeli, ha discusso un documento dedicato alla “cooperazione sociale davanti alla sfida dei cambiamenti economici e sociali”. Tema oggi più che mai attuale, di fronte ai problemi sociali innescati dalla crisi economica e alle nuove politiche di welfare.La Direzione ha poi esaminato la situazione creatasi con l’avanzare della crisi economica, alla luce anche di una indagine che Legacoop ha effettuato su un campione significativo di cooperative reggiane, illustrata dalla responsabile del Servizio finanziario Daniela Cervi. A fronte della pesante crisi economica e finanziaria in atto, il quadro che emerge per le imprese associate a Legacoop è di un 2009 con fatturati ancora in crescita per il settore servizi e per il commercio, in frenata invece nell’industria manifatturiera e delle costruzioni e nel settore agroalimentare, con una generalizzata contrazione dei margini. “La nostra indagine – ha spiegato il presidente Cigarini – evidenzia che l’esposizione finanziaria è in aumento, che si allungano i tempi di riscossione dai clienti privati per la carenza di liquidità in atto, e che si allungano i tempi di incasso dai clienti pubblici. Le dimensioni e la buona patrimonializzazione delle imprese facilitano il reperimento delle risorse monetarie necessarie, pur registrando in generale un rilevante incremento degli spread sui tassi d’interesse richiesti. Le piccole e medie imprese risentono invece maggiormente della fase recessiva ed esercitano minore potere contrattuale nelle relazioni con gli istituti di credito. Sull’accesso al credito – ha aggiunto Cigarini – già si sono prese utili iniziative, anche con un ruolo importante delle amministrazioni pubbliche. Su questo terreno la cooperazione vuole fare la sua parte. Penso all’utilizzo del Cooperfidi, o all’iniziativa del nostro Ccfs, che ha sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna e lo stesso Cooperfidi una convenzione finalizzata a fronteggiare i possibili effetti dell’attuale crisi finanziaria sulla capacità di accesso al credito a breve-medio termine da parte delle piccole e medie imprese.”Per quanto riguarda la situazione occupazionale, le scelte delle imprese in generale sono indirizzate ad una razionalizzazione mirante al contenimento dei costi, privilegiano l’utilizzo prioritario delle ferie non godute, della riduzione delle ore di straordinario, del contenimento delle assunzioni, l’interruzione di contratti a tempo determinato. Anche l’utilizzo di procedure di mobilità e della cassa integrazione è limitato. Allo stato delle cose, per Cigarini la cooperazione resta il settore ancora meno coinvolto dalla crisi, che ha prodotto nella nostra provincia circa 18.000 cassa integrati. “La nostra preoccupazione – ha concluso il presidente di Legacoop – resta rivolta all’andamento generale della economia nazionale e provinciale, e, come abbiamo sottolineato recentemente al cambiamento di fase in atto e alla necessità di uno sforzo comune: impresa, sindacati, enti locali per contrastare una fase di decrescita che può avere pesanti conseguenze sociali. Questa resta ancora la priorità e in questa direzione devono lavorare i “Tavoli di crisi” istituzionali.”Il presidente Cigarini ha poi anticipato alla Direzione di Legacoop una iniziativa unitaria di particolare importanza con Confcooperative: le due organizzazioni hanno infatti realizzato un’indagine molto ampia sulla cooperazione reggiana, sulla sua consistenza, sul suo funzionamento, sui comportamenti sociali; in sostanza sul ruolo che essa svolge sul territorio dal punto di vista sociale ed economico. “Dall’indagine – ha anticipato Cigarini – ne esce una cooperazione molto dinamica, economicamente forte, radicata nel territorio, che svolge una funzione sociale particolarmente significativa, creando ricchezza per i soci e per tutto il territorio”. I risultati dell’indagine verranno valutati nei prossimi giorni in una riunione congiunta dei due organismi direttivi provinciali e successivamente presentati con una iniziativa pubblica in marzo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet