Crisi, Legacoop Emilia-Romagna: “Siamo consapevoli ma non disperati”


BOLOGNA, 27 FEB – La direzione di Legacoop Emilia-Romagna si è riunita stamattina per discutere degli effetti della crisi economia in regione. Aprendo l’incontro Paolo Cattabiani, presidente regionale della Lega, ha sottolineato sin da subito la gravità della situazione. “I cooperatori di Legacoop dell’Emilia-Romagna – ha detto – sono consapevoli della profondità della crisi, ma non sono disperati". Cattabiani ha ricordato che la Lega emiliano-romagnola rappresenta gran parte del 20% del Pil regionale prodotto dalla cooperazione e che il 2008, nonostante la crisi, "si è chiuso abbastanza bene" per le associate: 1.600 aziende con 30 miliardi di fatturato, 150.000 dipendenti e due milioni e mezzo di soci. Tra le priorità per affrontare la crisi – ha spiegato – salvaguardare i livelli occupazionali e aumentare la soglia dimensionale delle cooperative. Importante anche fare slittare in avanti di almeno un biennio il patto di stabilità degli enti locali pena il blocco degli investimenti. Tra i vari settori, Cattabiani ha citato logistica, trasporti e facchinaggio in cui bisogna "ripristinare il rispetto della legalità". Legacoop non deve comunque dare una lettura solo economicistica delle difficoltà, ma tenere presente l’ importanza della coesione della società regionale: "Abbiamo una grande responsabilità", ha sottolineato Cattabiani.Alla direzione erano presenti i dirigenti delle maggiori cooperative, il presidente nazionale Giuliano Poletti, il presidente della Regione Vasco Errani e l’assessore regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli. Errani è intervenuto sulle tempistiche e sui rimedi da applicare alla crisi. “La cooperazione – ha spiegato – ha importanti elementi di legame con il territorio e difesa della qualità dell’occupazione. Dobbiamo insieme, anche con gli altri sistemi d’impresa, lavorare per non avere i due tempi nell’affrontare la crisi". "Dobbiamo porci il problema, come stiamo facendo – ha continuato Errani – della tenuta dell’occupazione e dell’impiego degli ammortizzatori sociali e, allo stesso tempo, continuare con i processi di innovazione, con la ricerca, con la capitalizzazione delle piccole cooperative per essere pronti a intercettare la ripresa, in cui vogliamo giocare un ruolo da protagonisti". Errani ha rilevato come la cooperazione, per le sue caratteristiche strutturali, sia "un punto forte in questa regione", in termini di pil, di radicamento territoriale e di segnale concreto sull’occupazione. Tutti elementi "importanti e positivi".L’intervento del presidente nazionale di Legacoop, Luciano Poletti, si è concentrato sul bisogno di sostenere le imprese che investono. "Bisogna fare in modo che le banche mantengano attivo il credito e occorre aiutare le imprese che investono in termini innovativi", ha detto Poletti. "Legacoop ha coniato lo slogan ‘diamo una mano al futuro’, perché la crisi c’è, è pesantissima e molto grave – ha continuato – Ma i danni che potrà fare possono essere contenuti da comportamenti positivi e attivi da parte dei protagonisti. I cooperatori pensano di potere fare una parte di questa strada". Secondo il presidente di Legacoop è necessario anche "mettere rapidamente a regime gli ammortizzatori sociali perché i problemi occupazionali cresceranno" e "bisogna evitare che questo diventi un dramma sociale".

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