Crisi: la Fiom denuncia la fuga dall’Emilia


BOLOGNA, 8 OTT 2009 – Le multinazionali stanno approfittando della crisi per spostare le produzioni dall’Emilia-Romagna verso altri territori, a volte anche all’estero. E’ la denuncia del segretario regionale della Fiom dell’Emilia-Romagna, Gianni Scaltriti. Il dirigente sindacale cita in particolare due casi scoppiati a distanza di qualche settimana l’uno dall’altro.“A Parma, la Spx, 140 occupati, intende licenziare 45 persone e trasferire alcune linee in Francia e in Germania. A Modena la Nacco, 90 occupati, intende chiudere lo stabilimento e trasferire la produzione a Milano”. In entrambi i casi i lavoratori hanno reagito energicamente attivando presidi dei siti produttivi. "La Fiom – assicura Scaltriti – promuoverà e sosterrà tutte le iniziative di difesa dell’occupazione e dei siti produttivi decisi dai lavoratori". Cosa che vale per le multinazionali ma vale anche per le imprese nazionali, "come il caso Cnh di Imola insegna". METALMECCANICI IN PIAZZA DOMANI PER IL CONTRATTO E LA DEMOCRAZIAScendono in piazza domani i metalmeccanici Fiom-Cgil (la stragrande maggioranza, cioè, dei lavoratori della categoria): 8 ore di sciopero e manifestazioni in 5 città. Dall’Emilia-Romagna arriveranno a Firenze (sede di una delle manifestazioni) ben 40 pullman.Il segretario nazionale della Fiom, il reggiano Gianni Rinaldini, ha dichiarato oggi che il nocciolo dello sciopero sta in “un’enormità, che ha un rapporto con quello che succede nel resto del Paese”. L’enormità sono “due organizzazioni minoritarie che disdettano il contratto vigente, valido fino al 2011 e approvato con referendum dalla maggioranza dei lavoratori”. Fim e Uilm infatti hanno sottoscritto accordi separati con il governo, escludendo la Fiom e spianando la strada alla strategia anti-sindacale del governo Berlusconi.“Bisogna fermarsi – ha detto Rinaldini – perché il rischio è che sia la controparte, e non i lavoratori, a legittimare un accordo piuttosto che un altro”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet