Crisi, l’Emilia-Romagna dice no ai licenziamenti


BOLOGNA, 20 DIC. 2009 – "La crisi globale che in quest’anno ha colpito pesantemente anche l’Emilia-Romagna ci ha imposto di accelerare quella strategia di innovazione e di qualificazione del nostro sistema sociale e produttivo che avevamo impostato già con il Patto per lo sviluppo del 2004 e aggiornato con il Patto per attraversare la crisi. Lo abbiamo fatto dandoci un obiettivo di fondo: non ridurre la base produttiva di questa regione, evitare i licenziamenti nei diversi settori produttivi". E’ questo l’elemento centrale dell’azione di governo della Regione. Un sostegno all’economia e ai lavoratori di cui ha parlato lo stesso governatore Vasco Errani oggi in Assembela legislativa e che diventerà una delle linee programmatiche da adottare anche per il 2010 per fronteggiare l’emergenza.Errani ha voluto sottolineare come questo obiettivo sia stato condiviso "con le Autonomie locali e tutte le forze sociali ed economiche, che voglio ringraziare. Tutto questo ha permesso all’Emilia-Romagna una sostanziale tenuta e di mantenere alcune posizioni di primo piano: un tasso di attività del 72% ancora oggi superiore all’obiettivo di Lisbona e un dato di disoccupazione che è il più basso a livello nazionale". A fronte di un crollo della domanda di oltre il 30% nel manifatturiero, nella meccanica e nella meccatronica, di una crisi strutturale del comparto agricolo e agroalimentare e di un andamento comunque negativo dello stesso terziario – grazie al "Patto per attraversare la crisi" e in seguito all´ accordo che le Regioni hanno stipulato con il Governo sugli ammortizzatori sociali – l’Emilia-Romagna ha potuto infatti investire 520 milioni di euro negli ammortizzatori sociali in deroga, cui se ne sono aggiunti ulteriori 60 poche settimane fa grazie a un’intesa con il Ministero del lavoro.Questo ha permesso di evitare la perdita di circa 40 mila posti di lavoro, di realizzare 4.432 accordi sugli ammortizzatori in deroga e  di assicurare un sostegno al reddito a 19.500 lavoratori di oltre 2.800 imprese che altrimenti non avrebbero avuto alcuna tutela. L’accordo che la Regione ha stipulato con il sistema bancario per 1 miliardo di euro e gli oltre 60 milioni messi a disposizione dei consorzi fidi e delle cooperative di garanzia hanno consentito inoltre a centinaia di imprese in ogni settore di continuare ad avere accesso al credito in un momento di straordinaria difficoltà. Decidendo poi di anticipare alle Aziende sanitarie 420 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori risorse a gennaio, la Ginuta ha permesso di accorciare i tempi di pagamento alle imprese fornitrici.  Un altro settore su cui la Regione ha investito fortemente in questa congiuntura è stato quello della formazione e del welfare. Tre a questo riguardo gli interventi ricordati: 10 milioni di euro per le scuole e i processi di formazione che accompagnano le ristrutturazione aziendali; l’esonero dal pagamento del ticket per chi è disoccupato o in cassa integrazione, un Fondo straordinario per i servizi sociali a favore di Comuni che verrà rinnovato anche nel 2010."Il nostro obiettivo – ha detto Errani, ricordando anche  i 415 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza, una cifra equivalente a quella stanziata complessivamente a livello nazionale – è di continuare nel processo di riorganizzazione e di qualificazione di un “sistema di welfare  universalistico, per le persone, le famiglie e di comunità,  in cui il pubblico, il privato e il privato no profit, le cooperative sociali possano rispondere insieme ai bisogni dei cittadini, secondo i criteri dell’accreditamento e della sussidiarietà. Contrastando la discriminazione nell’accesso, ma anche riconoscendo le diversità laddove esse sono, ad esempio nel caso delle famiglie numerose”."Complessivamente uno sforzo significativo – ha concluso Errani in Assemblea legislativa – che ci ha consentito di realizzare alcuni obiettivi di fondo e di guardare al futuro con positività e speranza. Dopo il gravissimo attentato al Presidente del Consiglio, cui ho manifestato immediatamente la mia solidarietà, si è aperto nel Paese un confronto sul clima politico. Penso che la Regione Emilia-Romagna possa dare un contributo importante  in questo senso, impegnandosi  su un tema concreto e di grande rilievo: l’avvio del federalismo fiscale. Dopo l’accordo delle Regioni con il Governo sulla legge delega c’è un forte ritardo nella presentazione dei decreti attuativi. Sarà difficile proseguire tutto il 2010 in queste condizioni, senza che realtà  avanzate come l’Emilia-Romagna possano programmare il proprio autogoverno all’interno di un reale sistema federale e solidale, capace di dare efficienza alla Pubblica amministrazione e di rimotivare l’unità del Paese".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet