Crisi Iris, picchetti davanti alle fabbriche


Trc/Telemodena 2009 12 GEN. 2009 – Battaglia per il posto di lavoro. In risposta alla decisione della proprietà di procedere alla liquidazione volontaria dell’azienda, i lavoratori hanno deciso stamattina di organizzare picchetti permanenti davanti a tutti gli ingressi degli stabilimenti della Iris Ceramica di Fiorano, Sassuolo e Viano. Un messaggio fortissimo a Romano Minozzi: senza una vera trattativa e un nuovo piano industriale che salvi il maggior numero possibile di posti di lavoro, al liquidatore sarà impossibile procedere nella vendita degli stock di piastrelle e nella fornitura dell’atomizzato alle altre ceramiche del distretto clienti abituali di Iris.Lavoratori e sindacati, dunque, stamattina al Teatro Astoria di Fiorano, hanno scelto la linea dura. Sciopero, come era lecito attendersi, anche se ancora non generale del settore, ma anche picchetti permanenti. “Anche perché – hanno detto alcuni dei lavoratori intervenuti nel corso dell’assemblea – da oggi abbiamo molto tempo libero”. 750 i posti di lavoro gravemente minacciati dalla messa in liquidazione decisa dal Cda di Iris ceramica lo scorso 5 gennaio. Intere famiglie, padri, madri ma anche figli che dal prossimo 3 marzo rischiano di non percepire più alcun stipendio. Per questo, la battaglia si annuncia durissima, anche perché i sindacati temono che l’esempio di Minozzi possa essere seguito da altri industriali del settore. Un pericoloso effetto domino che potrebbe mettere in ginocchio il distretto ceramico. Impedire la liquidazione dell’Iris e costringere la proprietà a tornare sui suoi passi diventa così per i sindacati un obiettivo imprescindibile. E non solo per i 750 posti di lavoro in ballo. Da qui la pressante richiesta a Romano Minozzi – rilanciata stamattina dai segretari generali di Cisl e Uil, Falcone e Tollari – a presentarsi al tavolo istituzionale, senza scappare. Per cercare un’intesa che non scarichi solo sui lavoratori il costo della crisi.

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