Crisi, inserimento disabili tiene: 572 casi nel 2013


Nel 2013 sono stati 572 gli avviamenti al lavoro di persone con disabilità registrati sul territorio bolognese, 527 delle quali italiane e 45 di origine straniera. Un dato in linea con gli anni precedenti: 554 nel 2012, 608 nel 2011, 477 nel 2010, 450 nel 2009 e 582 nel 2008. Sono i dati forniti ieri in Provincia, nel corso di una commissione. Gli avviamenti mostrano una “sostanziale tenuta”, sottolinea Claudia Romano, dirigente dell’unità inserimento disabili di Palazzo Malvezzi: “Abbiamo mantenuto le performance degli anni pre-crisi e questo è un buon risultato”. A livello nazionale si parla di un “crollo verticale” degli inserimenti del 30%, aggiunge Romano, ma a Bologna “abbiamo tenuto, nonostante le difficoltà siano maggiori”.
Dunque, “contrariamente a quanto spesso si immagina – afferma la dirigente della Provincia – per i disabili la crisi ha inciso relativamente”. I tirocini, nello stesso arco di tempo, sono anche aumentati: dai 73 del 2008 agli 87 del 2012 fino ai 127 del 2013. Di certo però, rispetto al passato, anche il lavoro dei disabili è diventato più precario, spiega Romano, ma questo è un fenomeno che si è cominciato a registrare nel 2004 e quindi prima della crisi: nei primi anni del secolo i contratti a tempo indeterminato erano superiori al 60%, oggi si fermano al 25%. Va considerato, poi, che se gli avviamenti sono rimasti stabili, le iscrizioni al collocamento mirato sono cresciute sensibilmente: erano 10.047 a fine 2013 (di cui 3.761 disponibili al lavoro) contro le 6.932 del 2008 (1.297). Sul totale, prevalgono gli uomini (5.432 contro le 4.615 donne) e soprattutto gli italiani (9.183 contro gli 864 stranieri). Proprio rispetto agli stranieri si fa notare un vero e proprio boom, visto che nel 2008 erano meno della metà (327).
Un incremento che per Romano non si spiega solo con l’aumento di cittadini stranieri presenti sul territorio: in questo caso, infatti, ha inciso anche la crisi. L’esempio fatto da Romano è quello della logistica, settore in cui la percentuale di stranieri è decisamente alta: con il fallimento di numerose aziende, molti facchini si sono ritrovati senza lavoro e con problemi fisici tipici di quell’impiego, come quelli alla schiena, così si sono riversati nelle liste. Per quanto riguarda la situazione all’interno delle aziende obbligate all’assunzione di disabili, al momento la Provincia non può fornire una fotografia aggiornata perchè i dati del 2013 sono ancora parziali. Si può dire, intanto, che “il numero dei posti scoperti non è affatto in aumento”, afferma Romano, restando “molto sotto al 10%”.

 

Un dato “realmente preoccupante”, pero”, c’è ed è quello dei posti “in sospensione” dall’obbligo di inserimento, che cioè risultano scoperti perché riguardanti aziende che stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali: il dato parziale e” di 811 per il 2013, contro 652 del 2012 ed i 452 del 2008. Sempre nella commissione di ieri, gli uffici della Provincia di Bologna hanno fatto il punto anche sulla presenza di disabili nelle scuole: 2,7% nell”anno in corso contro il 2,5% del 2009-2010, in linea con l’incremento regionale e nazionale, nonostante le norme per la certificazione siano diventate più stringenti. Aumenta, in particolare, la percentuale di stranieri con disabilità: dal 15,9% del 2010-2011 al 18,9% del 2013-2014. Incide la crescita complessiva degli studenti stranieri, ma secondo l”amministrazione provinciale c’é anche una maggiore consapevolezza e disponibilità delle famiglie ad affrontare questo tipo di problemi. Il 50,3% dei disabili si concentra nell’area professionale, il 32,5% in quella tecnica ed un altro 27,2% nei licei.

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