Crisi, in Val d’Enza situazione meno critica


REGGIO EMILIA, 5 FEB. 2009 – La crisi continua a farsi sentire anche nel distretto della Val d’Enza, anche se la situazione è meno drammatica che altrove. Questo il dato più significativo emerso dall’incontro che si è svolto nei giorni scorsi, a cui hanno partecipato numerosi i rappresentanti degli enti e associazioni che fanno parte dell’osservatorio economico Anteverto della zona. Vale a dire le forze sociali Cgil, Cna, Confindustria e Confcommercio, i Comuni di Sant’Ilario, Campegine, Bibbiano e Montecchio, l’Unione dei Comuni della Val d’Enza, gli enti di formazione Ciofs, Cremeria e Iscom, le agenzie private per il lavoro e il Coordinamento dei servizi sociali. Da più parti è stata sottolineata l’utilità del tavolo territoriale per una lettura dettagliata delle situazioni locali e per un contributo propositivo ai lavori del Tavolo provinciale anticrisi.I dati sulla situazione occupazionale rilevati dal Centro per l’impiego rivelano un calo medio del 6,5 per cento degli avviamenti al lavoro, con una forte accelerazione nell’ultimo trimestre 2008, pari a un meno 15 per cento. Gli iscritti alle liste di disoccupazione sono aumentati, passando da una media annua di 1.200 circa per il 2006 e il 2007 a oltre 1.500 disoccupati alla fine del 2008 e con una progressione costante nel mese di gennaio. La maggior parte di essi approda al Centro per l’impiego dopo aver tentato la ricerca del lavoro in qualsiasi modo, purtroppo senza successo, nemmeno con le agenzie private o di lavoro interinale. La Cgil ha completato il quadro dei numeri segnalando la presenza sul distretto di circa 1.200 lavoratori interessati da Cassa integrazione ordinaria. I rappresentanti di Cna, Confindustria e Confcommercio – pur evidenziando che la situazione non è ancora drammatica – sul versante produttivo e occupazionale segnalano comunque il calo progressivo degli ordini e circa un 5 per cento di piccole aziende, soprattutto dell’indotto, che fanno ricorso ad ammortizzatori sociali. Sul versante della distribuzione e del commercio in generale, la crisi sembra invece non essere ancora arrivata, ma un quadro più chiaro e forse di maggiore difficoltà potrebbe presentarsi a cavallo dei mesi di aprile e maggio. La Cna segnala, inoltre, un calo tendenziale delle iscrizioni all’Albo provinciale delle aziende artigiane nell’ordine del 17 per cento.I Comuni – uniti nel sottolineare la situazione di difficoltà crescente delle famiglie in condizioni sociali più svantaggiate – segnalano il nodo stringente determinato dal vincolo di bilancio al Patto di stabilità che, oltre alla spesa corrente, deprime gli investimenti pubblici e diventa quindi un possibile volano di attività economica per il distretto, senza peraltro apportare alcun contributo alla riduzione del debito pubblico nazionale. Al contempo, le amministrazioni propongono azioni comuni che tendano anche a omogeneizzare i comportamenti in materia di tariffe e servizi sociali.  Il Coordinamento dei servizi sociali segnala una difficoltà crescente nel collocamento lavorativo dei disabili e delle fasce più svantaggiate, anche attraverso semplici tirocini o stage lavorativi.Tutti i partecipanti infine evidenziano un atteggiamento latitante delle banche nei confronti delle famiglie in difficoltà e delle imprese che necessitano di liquidità per far ripartire l’attività produttiva.Dall’incontro sono dunque emerse una serie di proposte operative. Innanzitutto la necessità di approfondire il possibile utilizzo dei lavoratori in cassa integrazione o mobilità per lavori socialmente utili o per attività nel settore ambientale pubblico e di sondare la disponibilità dei comuni a incrementare il fondo di garanzia già attivo presso i consorzi fidi, in modo da agevolare l’accesso al credito per le imprese. Fondamentale è anche il ricorso ad azioni coordinate per individuare indicatori socio-assistenziali omogenee alle diverse realtà territoriali, da utilizzare anche per l’ottenimento di assegni di frequenza alla formazione. Bisogna inoltre coinvolgere i parlamentari reggiani in merito ai vincoli del Patto di stabilità e alle possibili soluzioni di maggiore flessibilità nella gestione economica dei bilanci pubblici e individuare di sistemi premianti per le aziende disponibili ad assumere e/o ad accogliere disabili e fasce deboli in tirocinio."Anche questo incontro – afferma l’assessore provinciale al Lavoro Gianluca Ferrari – ha confermato l’utilità e le necessità dei tavoli distrettuali Anteverto per partire, nell’osservazione dei bisogni, dai singoli territori e distretti. In questo si apporta un contributo realistico e funzionale all’attività del  Tavolo provinciale anticrisi istituito dalla Provincia al fine di individuare, appunto partendo dalle situazioni concrete, proposte operative che possano diventare patrimonio comune  e condiviso a livello provinciale". L’assessore Ferrari però sottolinea anche che  "ancora una volta dobbiamo registrare una criticità, cioè l’assenza di un ruolo decisivo da parte del sistema bancario e creditizio locale nell’attenuare gli effetti della crisi e favorire la ripresa. Ci auguriamo che negli incontri che stiamo promuovendo per i prossimi giorni, vengano segnali positivi in questa direzione, come già sta avvenendo in altre zone d’Italia".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet