Crisi, in Emilia-Romagna una ripresa “diesel”


BOLOGNA, 20 OTT. 2009 – Arrivano brutte notizie dall’indagine sull’andamento congiunturale effettuata da Unioncamere, Confindustria Emilia-Romagna e Carisbo. La produzione manifatturiera è diminuita in volume nel secondo trimestre 2009 del 16,3% sul secondo trimestre 2008, ampliando il calo del 14,9% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Il fatturato sceso del 18%. E anche gli ordinativi sono scesi del 16,2%, peggiorando rispetto al periodo gennaio-marzo (-15,4%). Lo studio parla anche della ripresa, dicendo che partirà 2010  ma che sarà "diesel". L’Emilia-Romagna ha pagato un prezzo caro alla sua vocazione internazionale, e alla maggior esposizione sui mercati esteri. Le imprese intervistate dallo studio hanno risentito di contrazioni dell’export peri al 9%. Ma, a guardare i dati Istat sul complesso delle aziende nello stesso periodo, la contrazione dell’export è stata del 30,2%. Per l’indagine è la metalmeccanica ad aver sofferto di più, con un -19,3 % di fatturato e un -15,7% di produzione. Solo l’alimentare tiene, dato che il calo dproduttivo è solo dell’1,6%. Adesso, con timidi segnali di ripresa all’orizzonte, le preoccupazioni maggiori sono per l’occupazione, su cui la crisi continuerà a mordere. Lo studio spiega che nei primi nove mesi dell’anno la cassa integrazione ordinaria è aumentata dell’820%, la straordinaria dell’186%. La ripresa quindi, ha spiegato Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, sarà lenta, ‘diesel’ appunto. La regione chiuderà il 2009 con un Pil a -4,5% (-4,8% in Italia) e nel 2010 dovrebbe essere positivo (+1%; Italia +0,5%). Serviranno anni per tornare ai livelli del 2007. Finora, ha aggiunto, "il patto per attraversare la crisi promosso dalla Regione ha consentito una sostanziale tenuta del mondo del lavoro. Ora a far la differenza sarà l’intensità con cui le imprese, con il supporto di istituzioni e credito, riusciranno ad investire in nuovi mercati, innovazione e formazione". Girardi ha ricordato che nei primi otto mesi del 2009 sono state messe a gara 94 opere in project financing, per 236 milioni. Nello stesso periodo del 2008 le risorse erano state 1,2 miliardi. La presidente di Confindustria regionale, Anna Maria Artoni, ha spiegato come pur emergendo minori segnali di pessimismo tra gli imprenditori resta un clima di "incertezza e quindi di cautela". Ad inizio anno la rilevazione previsionale semestrale di Confindustria aveva rivelato che solo un imprenditore ogni dieci si aspettava ordini e produzione in crescita. Nel secondo semestre 2009 se l’aspetta invece uno ogni cinque. Parlando di livelli produttivi oggi uno su due (il 47%) crede che resteranno fermi, ma c’é un 34% che attende una contrazione. Le aspettative sugli ordini sono simili: il 20,8% se li aspetta in crescita, il 43% stazionari, il 36% in calo. Quanto all’occupazione il 72,2% crede sarà stabile, il 5,4% in aumento e ma c’é ancora un 22% che attende un calo. "Occorre concentrare l’impegno di tutti" ha detto Artoni, auspicando azioni "in grado di accelerare la ripresa". Bisogna sostenere la domanda, "andandola a cercare sui mercati che sono già ripartiti". La presidente ha chiesto una continuità alla Regione nel sostegno alle imprese sul fronte della internazionalizzazione, e maggiori risorse. Serve poi rafforzamento degli investimenti sulle infrastrutture, e devono continuare azioni di collaborazione tra banche e sistema industriale. L’obiettivo è favorire la capitalizzazione delle imprese, sostenere gli investimenti, facilitare le aggregazioni, migliore la capacità competitiva investendo in ricerca e innovazione. Per il presidente di Carisbo, Filippo Cavazzuti, bisogna "puntare a intercettare le forze che guideranno il cambiamento nei prossimi anni".

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