Crisi, in calo la produttività dell’Emilia-Romagna. Siamo a -15%


BOLOGNA, 6 MAR. 2009 – La dimensione effettiva della riduzione produttiva in Emilia-Romagna è attorno al 15% (misurata su cig e consumi energetici) e sono circa mille (su 60 mila aziende manifatturiere) le imprese che utilizzano la cassa integrazione. A fornire i dati aggiornati sull’impatto della crisi in Emilia-Romagna è l’assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli, che indica l’esigenza di una piattaforma nazionale, fondata su tre pilastri: no ai licenziamenti e ampliamento dei limiti di utilizzo della cig ordinaria (cigo), misure fiscali di sostegno al reddito del lavoratori in cig, e defiscalizzazione degli investimenti per le imprese."La mia convinzione è che sarebbe necessario un provvedimento semplice affinché si possa utilizzare senza i limiti attuali la cig ordinaria anziché quella straordinaria che fa precipitare la crisi anche per quelle non sono in queste condizioni. In più è indispensabile – prosegue Campagnoli – assicurare al lavoratori che non abbiano riduzione di reddito. Questo non può essere solo a carico delle imprese (ci sono quelle che ce la fanno, e quelle che non ce la fanno). Serve dunque – osserva ancora Campagnoli – un provvedimento fiscale per i lavoratori costretti alla cigo per non subire riduzioni di reddito non sostenibili. Oggi mediamente un dipendente passa da 1100 a 800 euro. Terzo punto: bisogna defiscalizzare gli investimenti delle imprese che coraggiosamente investono nel 2009". "E’ urgente un tavolo nazionale che prenda queste decisioni. Sono sorpreso e preoccupato che di questi tre punti nei tavoli nazionali non si parli. Oggi la crisi – conclude l’assessore – investe il cuore delle migliori aziende dell’Emilia-Romagna e dell’Italia, ed il cuore del problema è difendere la migliore industria regionale e nazionale".

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