Crisi, forti difficoltà anche nel distretto di Reggio Emilia


13 FEB. 2009 – L’osservatorio Anteverto del distretto di Reggio Emilia in un incontro che si è svolto nei giorni scorsi ha confermato la tendenza già riscontrata nella altre zone della provincia: anche nel comune capoluogo, come evidenziato dai dati raccolti dal Centro per l’impiego, sono calati gli avviamenti nel 2008, di circa il 6 per cento su base annua con un calo molto consistente (meno 16,5 per cento) nell’ultimo trimestre 2008. Al contempo crescono del 22 per cento gli iscritti alle liste di disoccupazione. Entrambe le percentuali poi, continua a crescere in maniera esponenziale dall’inizio dell’anno. Altri dati significativi, che rivelano l’ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro, sono un incremento dell’8 per cento delle assunzioni a tempo determinato e una riduzione del 5 per cento degli avviamenti nella pubblica amministrazione.A questi dati vanno aggiunti quelli illustrati dai rappresentanti di Cgil e Cisl relativi alla cassa integrazione: nel distretto reggiano, tra la misura ordinaria e quella straordinaria, sono più di 4 mila i lavoratori cassintegrati. In particolare la Cigl ha segnalato il dato allarmante relativo al lavoro precario, quindi interinali, collaboratori e altre forme di lavoro atpico: si presume che degli oltre 5.500 precari che alla fine del 2008 risultavano ancora occupati, probabilmente nei primi mesi del 2009 rimarranno tali poco più di un quarto.I rappresentanti del mondo imprenditoriale – erano presenti Cna, Confindustria e Api – come già avvenuto negli altri incontri dei vari osservatori Anteverto, hanno confermato la consistenza della crisi in atto: il forte calo degli ordini, le maggiori difficoltà per le imprese di piccole dimensioni strangolate tra ordini di subfornitura che non arrivano, incremento dei tempi di pagamento delle aziende e difficoltà crescenti nell’accesso al credito. Da tutti è stato chiesto un intervento ai vari livelli istituzionali, locali, regionali e nazionali, affinché si sblocchi questa difficile situazione sul fronte creditizio. Nello stesso tempo sono state segnalate, dai rappresentanti dei Comuni (Cesare Beggi, anche a nome dell’Anci e Franco Ferretti, vicesindaco del Comune di Reggio), il blocco degli investimenti determinato dal Patto di stabilità e le difficoltà crescenti per l’accesso ai servizi delle famiglie alle prese con situazioni di cassa integrazione o di improvvisa situazione di disoccupazione.Dal servizio di preselezione per le imprese del Centro per l’impiego, come dalle associazioni imprenditoriali presenti, sono stati evidenziati, da un lato, il calo verticale delle richieste di operatori generici e, dall’altro, la richiesta di profili tecnici specializzati, soprattutto per figure amministrative o informatiche, operai specializzati (saldatori, montatori, meccanici). I comparti produttivi che ancora sembrano non risentire eccessivamente della crisi sono quelli della plastica e gomma, della trasformazione agroalimentare e anche il settore commerciale. Gli enti di formazione presenti all’incontro – Cesvip, Workopp, Formart, Ial ed Enaip – hanno sottolineato due priorità in questa fase: utilizzare la situazione di rallentamento produttivo per fare formazione ai lavoratori non impegnati pienamente nell’attività lavorativa, concentrandosi sulle capacità di reimpiego e di rafforzamento delle proprie competenze trasversali; cominciare a formare le nuove figure strategiche per la ripresa economica e produttiva. Su questo ultimo fronte risulteranno peraltro decisive le scelte di investimento che verranno definite a livello locale e non solo, come quelle in campo ambientale, nell’ambito delle nuove fonti energetiche e di innovazione tecnologica.A conclusione dell’incontro, l’assessore al Lavoro della Provincia Gianluca Ferrari, nel ribadire la ricchezza delle proposte che scaturiscono dai tavoli Anteverto come contributo fondamentale al lavoro dell’Unità anticrisi provinciale, ha ricordato come "il sistema provinciale reggiano stia cercando di resistere attivamente. Ci però gravi problemi causati dall’inerzia del governo, in primo derivanti dal Patto di stabilità che il governo sbaglia a considerare un tabù. Gli enti locali devono essere liberati da questa catena ormai assurda che impedisce in questa provincia investimenti pubblici per circa 400 milioni di euro, quindi investimenti in lavoro. Altro errore che sta commettendo il governo è quello di voler togliere risorse alla formazione professionale, impedendo di riqualificare i lavoratori che vengono espulsi dal mercato del lavoro. Invecem il lavoro dell’Unità anticrisi e degli osservatori Anteverto è proprio volto a individuare le professioni del dopo-crisi".L’assessore Ferrari ha anche sottolineato che "per quanto riguarda le banche, dopo un primo incontro per verificare la loro disponibilità relativa all’anticipazione sociale nei confronti dei lavoratori in cassa integrazione, introdurremo con forza nei prossimi incontri, come Unità anticrisi, il tema dell’accesso al credito da parte delle imprese. Vogliamo fortemente coinvolgere, raccogliendo gli appelli provenienti da più parti dal mondo imprenditoriale, ma anche dalle istituzioni, gli istituti di credito per renderli collaborativi nei confronti delle imprese. Stiamo infine lavorando in collaborazione con gli istituti previdenziali per perfezionare e accelerare i meccanismi di concessione della cassa integrazione ordinaria ,sempre a vantaggio di imprese e lavoratori". Infine, l’assessore Ferrari ha richiamato "la positività delle modalità di lavoro dell’Unità anticrisi provinciale, che attinge dagli osservatori distrettuali Anteverto informazioni e proposte in tempo reale, per poi elaborarle negli specifici gruppi di lavoro e mettere in campo iniziative adeguate a fronteggiare la crisi".

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