Crisi, famiglie italiane indebitate per il dentista


3 AGO. 2012 – Negli anni della crisi cambiano le scelte di indebitamento da parte delle famiglie italiane. Il comportamento di queste è stato analizzato da Crif, agenzia specializzata nelle informazioni creditizie che dispone di una banca dati di ben 78 milioni di posizioni creditizie sparse nel Paese. Lo scenario in cui spazia la ricerca è comunque contrassegnato da sostanziale contrazione della domanda di credito rispetto ai periodi pre crisi (prima cioè del 2008). Nella delicata fase di ciclo economico in cui ci troviamo, la prudenza caratterizza sia le politiche di erogazione da parte degli Istituti di credito sia la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie e si riflette su rate più contenute e importi medi più ridotti rispetto al recente passato. L’analisi dei prestiti personali, possibile grazie alle informazioni contenute nel Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF, consente di rilevare anche le finalità di utilizzo da parte della clientela di questa tipologia di finanziamento che rappresenta il 38% del totale del credito al consumo e che, per sua natura, non ha un utilizzo predefinito.
Dall’indagine condotta da CRIF su circa 1,3 milioni di prestiti personali con finalità di acquisto conosciuta in una serie storica di oltre 4 anni, dall’inizio del 2008 (ovvero prima che la crisi economica si manifestasse) al primo trimestre del 2012, sono state individuate alcune categorie di spesa, rendendo possibile una analisi sui cambiamenti nelle scelte di indebitamento da parte degli italiani.“Anche durante gli ultimi anni, caratterizzati da un ciclo economico decisamente negativo, complessivamente i prestiti personali hanno mantenuto un andamento sostanzialmente stabile in virtù del buon posizionamento sulla clientela derivante, principalmente, dalla caratteristica di flessibilità nell’utilizzo – illustra Daniela Bastianelli, Senior Analyst di CRIF Decision Solutions – anche se la domanda ha continuato a scontare gli effetti della contrazione dei consumi”.Del resto è sufficiente considerare che il numero di domande di prestiti (nell’aggregato di personali e finalizzati) nel I semestre 2012 ha fatto registrare un calo del -8% rispetto ai primi 6 mesi del 2011, che diventa un ben più pesante -23% se confrontato con il pari periodo 2008 principalmente in virtù dell’approccio estremamente cauto delle famiglie italiane, che hanno limitato i consumi, specie quelli di beni durevoli, e hanno ridotto la propensione ad accendere nuovi finanziamenti per sostenere gli acquisti.Entrando nello specifico, da una prima lettura dei dati si nota come nel confronto temporale siano cambiate le esigenze della clientela che perde di interesse per i prestiti personali destinati a sostenere le spese per gli immobili (categoria nella quale sono considerate le spese relative a prodotti di arredamento e alla ristrutturazione), che passano dal  17,3% al 16,3% del totale, per privilegiare i prestiti richiesti per spese generiche, che includono anche le spese di viaggio e quelle per lo svago, passati dal 17,6% al 24,2% del totale. 
In crescita anche quelli per le spese finanziarie e assicurative (che comprendono le polizze assicurative, il consolidamento debiti e la liquidità), che crescono dal 7,8% al 12,9%. Da sottolineare come una larga parte di questi finanziamenti sia stata richiesta per fini di liquidità.Ma negli ultimi 4 anni sono aumentati anche i prestiti personali destinati a sostenere la spesa per la salute (spese mediche, trattamenti estetici e spese dentistiche) che, seppure con un peso ancora esiguo sul totale, raddoppiano la loro quota percentuale passando dall’1,2% del 2008 al 2,4% del primo trimestre 2012. Relativamente alle spese per la salute, si rileva anche che circa il 36% dei prestiti per questa specifica categoria di servizi è stato richiesto per spese dentistiche, il 59% per spese mediche generali e il 4,5% per interventi estetici.Rimangono invece sostanzialmente stabili i prestiti personali dedicati all’acquisto di mezzi di trasporto e di prodotti di elettronica dove, anche se in misura decisamente inferiore rispetto al passato, intervengono ancora in larga parte i prestiti finalizzati. I prestiti personali destinati all’acquisto di un mezzo di trasporto passano, infatti, dall’8,9% al 9,7%  mentre quelli per l’acquisto di prodotti di elettronica passano dal 3,6% al 4,2% del totale. Nella categoria ‘Altro’, che nel quadriennio di osservazione cala dal 24,3% al 21,6%, sono invece ricompresi i prestiti dedicati a spese personali quali, ad esempio, le spese per le nozze, tasse e tributi o spese generiche.

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