Crisi. Epifani: “Otto anni per riprendersi se il governo continua così”


MODENA, 29 OTT. 2009 – Un futuro a tinte fosche quello della situazione economia e occupazionale in Italia. A dipingerlo il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, intervenuto oggi a Modena all’attivo dei delegati del sindacato. “La crisi avrà per l’occupazione i suoi effetti peggiori nel 2010 – ha detto Epifani – serve un pacchetto di provvedimenti perché sino alla fine del 2010 l’occupazione avrà questi problemi. Non bisogna confondere la ripresa della Borsa con l’andamento dell’occupazione, si può avere una Borsa che guadagna e tanti posti di lavoro che si perdono: ed è esattamente la situazione che avremo da qui al 2010”.Setto o otto anni è il periodo di tempo stimato da Epifani per uscire veramente dalla crisi. Questo se non ci saranno interventi da parte del Governo. “Non capisco – ha detto – come si possano aspettare 7-8 anni. Se si fa qualcosa il tempo si accorcia, altrimenti si allunga. Noi siamo l’unico paese in Europa che ha affrontato la crisi come se non ci fosse. Il Governo ha detto di aver fatto molto, in realtà ha speso solo lo 0,2% del Pil. In più sono rimasti senza tutele almeno 300.000 lavoratori precari. E molti altri perderanno il posto in questi mesi. E’ per questo che la Cgil ha organizzato lamanifestazione del 14 novembre, per portare in piazza i volti della crisi”.L’attivo provinciale si è tenuto in piazza Grande, in vista anche della manifestazione nazionale indetta a Roma per il prossimo 14 novembre, per dire no ai licenziamenti e per chiedere una riforma vera degli ammortizzatori sociali. “L’indennità di disoccupazione – ha detto Epifani – va almeno raddoppiata, i massimali della cassa integrazione aumenti e migliorate le modalità. Poi c’è il problema della politica industriale: molti casi di crisi non si possono risolvere con gli ammortizzatori sociali, bisogna che il Governo apra dei Tavoli con delle risposte. Poi bisogna sostenere i redditi e i consumi: si parla tanto del piano di riduzione delle tasse della Merkel, ma questo è fatto quasi tutto sugli sgravi alle famiglie. Da noi non si è fatto praticamente nulla”.Nel chiudere l’iniziativa il segretario nazionale ha parlato anche dell’Imposta Regionale sulle Attività produttive. “Se si vuol intervenire sull’Irap bisogna togliere il costo del lavoro dalla base imponibile”, ha spiegato Epifani sottolineando che per la Cgil la priorità è “ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni. Poi c’è da fare qualcosa sull’Irap – ha aggiunto – per evitare che pesi di più per le imprese che hanno più occupazione. Un’azienda con dieci dipendenti ad alto valore aggiunto non paga l’Irap. Un’impresa manifatturiera con mille operai paga, in percentuale, molto di più. In questo modo l’Irap scoraggia le imprese che hanno più lavoratori”.

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