Crisi delle pesche, la rivolta dei produttori


BOLOGNA, 22 LUG. 2011 – Adeguamento degli strumenti di difesa dalle crisi di mercato e delle strategie commerciali delle Organizzazioni dei produttori (Op) ai nuovi scenari competitivi, nonché l’equa ripartizione del valore aggiunto nella filiera, troppo ‘avara’ con i produttori che non riescono neanche a coprire i costi. Lo chiedono i produttori di pesche e nettarine, che hanno promosso un’iniziativa a Faenza sulla crisi di un settore che a livello nazionale (l’Italia è il secondo produttore al mondo) crea un fatturato di circa 23 miliardi, con circa 14 milioni di quintali di prodotto.Gli agricoltori, con decine di trattori, hanno organizzato un presidio a ridosso del casello autostradale di Faenza e Imola, mostrando "belle pesche e di qualità che vengono pagate al frutticoltore 25 centesimi al chilo, al di sotto dei costi di produzione, mentre sui banchi della spesa il consumatore le paga due euro"."Negli ultimi anni abbiamo già attraversato ben cinque crisi – hanno spiegato le organizzazioni agricole promotrici Cia, Confagricoltura e Copagri – con ricadute pesanti anche per l’indotto che coinvolge migliaia di posti di lavoro". Nella sola Emilia-Romagna sono oltre quattro milioni le ore lavorate nel settore frutticolo, un comparto che con l’indotto crea occupazione su tutta la filiera.Con lo slogan ‘Voltiamo pagina’, i frutticoltori hanno lamentato "la scarsa attenzione verso un’agricoltura di qualità alla quale non vengono riconosciuti meriti sul piano del reddito, ma soprattutto non viene riconosciuto il ruolo importante di volano per una economia che si sviluppa su tutta la filiera, dove l’anello debole è il produttore".Le organizzazioni, attraverso la sottoscrizione di un protocollo, si sono impegnate a sviluppare una forte iniziativa nel mondo agricolo per incidere sull’esito della campagna in corso, oltre che progettare azioni e strategie per ridare un futuro all’ortofrutta dei territori emiliano romagnoli."Le condizioni per il successo di tali azioni stanno nello sforzo comune nel realizzare la massima unità nella difesa degli agricoltori, con proposte ed iniziative convergenti – hanno spiegato – con azioni che devono incidere a livello di Unione europea, nazionale e regionale". Copagri in particolare invita la distribuzione organizzata a sottoscrivere l’accordo interprofessionale su pesche e nettarine e auspica la sua rapida applicazione in tutto il Paese. "Occorre un grande sforzo da parte di tutta la filiera – dice l’organizzazione agricola – per ripristinare equilibrio ed equità di rapporti in tutta la filiera ortofrutticola, che ormai non presenta eccezioni alla grave emergenza. Il predominio di questo o quel segmento è un boomerang per tutti, che non dà futuro".

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