Crisi, Confindustria alla politica: “Basta balletti”


BOLOGNA, 4 APR. 2013 – Non era mai successo di vedere seduti allo stesso tavolo i vertici emiliano-romagnoli di Confindustria al completo. A riunire per una conferenza stampa definita straordinaria i rappresentanti di un sistema imprenditoriale che vale quasi il 9 per cento del Pil nazionale e oltre il 12 dell’export, non è stata solo la grave situazione del Paese, con 40 aziende chiuse in media ogni giorno nel 2012 e una produzione manifatturiera crollata del 25 per cento in 6 anni. Ma soprattutto l’indifferenza che stanno mostrando al riguardo le forze politiche.Dopo la cura Monti, necessaria ma poco attenta alla crescita, Confindustria chiede un Governo stabile. E nel frattempo auspica che la Commissione di Saggi voluta di Napolitano metta al centro l’economia reale. Per recuperare credibilità ed evitare situazioni di stallo come quella riguardante il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.Altre priorità sono far ripartire gli investimenti, abbassare il cuneo fiscale, incentivare le assunzioni giovanili e riavviare il comparto strategico delle costruzioni e dell’edilizia. Ma se dal mondo della politica non arriveranno risposte, gli imprenditori emiliano-romagnoli sono pronti ad alzare il livello della protesta, anche in concerto con le altre forze economico-sociali.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet