Crisi, chi batte un colpo per la Battistero?


PARMA, 13 OTT. 2009 – Dal pomeriggio di ieri un gazebo staziona dinanzi al municipio di Parma. Fa parte del presidio dei lavoratori della Battistero, una delle aziende di dolciumi più famose della città. Alcuni dipendenti, dentro la tenda, hanno passato anche la notte. Una veglia che sarebbe dovuta terminare oggi a mezzogiorno, ora dell’ultimatum fissato alle banche dal sindaco e dal presidente della provincia. Vignali e Bernazzoli nei giorni scorsi hanno infatti chiesto agli istituti di credito di farsi avanti per finanziare la ripresa della produzione di panettoni e pandori.Ma dalle banche nessuna risposta è arrivata. Anche perché per salvare l’azienda, e con essa il reddito di trecento famiglie, serve un cospicuo gruzzolo: sei milioni e mezzo di euro. Ciò che pensano i lavoratori della Battistero è che la situazione a cui si è arrivati è stata generata da una proprietà che è la sola responsabile dell’atteggiamento di resistenza delle banche.Attraverso una lettera, il sindaco di Parma ha anche chiesto al viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas di sollecitare un intervento da parte del ministero presso l’Abi (Associazione bancaria italiana). “La situazione – si legge nella missiva – appare paradossale perché gli ordini non possono essere evasi per una carenza di liquidità nell’acquisto delle materie prime necessarie alla produzione”. “L’avvicinarsi del Natale – conclude il documento – rende ancor più urgente che vengano sbloccate al più presto le linee di affidamento degli istituti di credito, dal momento che ogni ora che passa rende più difficile onorare gli impegni presi dall’azienda nei confronti dei propri clienti”.

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