Crisi, cessate 1.365 attività primi 8 mesi


La crisi che continua a colpire l’economia italiana, non risparmia le piccole e medie imprese commerciali dell’Emilia-Romagna: secondo la la Confesercenti regionale, tra aperture e chiusure sono 1.365 le attività cessate nei primi otto mesi di quest’anno: 873 quelle di commercio al dettaglio, 400 le attività di alloggio e ristorazione, e 92 quelle ambulanti.

“L’unico dato stabile nel nostro Paese sembra essere quello relativo alle attività commerciali che continuano a chiudere – spiega in una nota il direttore di Confesercenti Emilia-Romagna Stefano Bollettinari. Le iscrizioni alle Camere di Commercio nei primi otto mesi – prosegue – sono state 2.701, le cessazioni 4.066 per un totale di 1.365 chiusure: un dato veramente inaccettabile per il tessuto imprenditoriale di una regione come la nostra la cui ricchezza è contraddistinta soprattutto dalle piccole e medie imprese”.

A giudizio Bolletinari, “di fronte a questa drammatica situazione, servono soprattutto, a livello nazionale, azioni immediate di grande respiro commisurate alla situazione d’emergenza in cui ci troviamo”. Secondo il presidente della Confesercenti regionale, Roberto Manzoni, poi, “finché chi ci governa non si rende conto che la disattenzione alla situazione delle Pmi non aiuta la ripresa economica, ma semmai la aggrava, con preoccupanti ricadute anche sul piano sociale, è difficile nutrire la speranza di vedere un’inversione di tendenza. Invece di studiare interventi strutturali per la riduzione del cuneo fiscale, per facilitare l’accesso al credito, per facilitare l’entrata nel mondo del lavoro – chiosa – si aumenta l’Iva creando una pressione fiscale che non fa che depauperare ulteriormente il portafoglio dei consumatori”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet