La crisi della castagna


L’estate mancata continua a provocare danni. “Era chiaro già al momento della fioritura dei castagni che ci saremmo trovati di fronte a produzioni scarse. Le piogge persistenti, associate ai pochi fiori presenti sulle piante, le infestazioni di Cinipide Galligeno (vespa cinese) sono tuttora abbondanti e hanno impedito la fecondazione dei pochi fiori rimasti. I ricci presenti sulle piante hanno ingannato solo i non addetti ai lavori. Gli occhi esperti dei castanicoltori avevano fin da subito visto l’assenza di Castagne o di Marroni al proprio interno”. L’allarme arriva dalla Cia di Imola. “Siamo di fronte ad una vera e propria calamità naturale” – sottolinea il Presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini – “e questa si è abbattuta proprio sui territori più svantaggiati della zona montana”. La produzione di Marroni, uno dei pochi prodotti dell’imolese ad avere il riconoscimento IGP, rischia di far chiudere un numero elevato di aziende agricole, già in difficoltà economiche conseguenti agli scarsi pagamenti di prodotti agricoli di questa stagione. “Appare chiaro” – sottolinea ancora Zambrini – “che urge un confronto costruttivo con politica ed istituzioni per capire se qualcuno è interessato alla sopravvivenza delle tante agricolture del nostro territorio oppure se qualcuno pensa di dipendere dall’estero per la disponibilità di cibo. Un confronto non è più rinviabile”.

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