Crisi, ancora nessuna via d’uscita per gli imprenditori


BOLOGNA, 10 MAG. 2012 – Artigiani e piccoli imprenditori non hanno dubbi di fronte all’attuale quadro economico: così non si può andare avanti.  E di ragioni ne hanno parecchie. Negli ultimi sei mesi sono calati ordinativi, commesse e fatturato.  Il lavoro è sempre più a rischio. E le previsioni per il prossimo futuro, sono tutte di segno negativo. Tanto più che la morsa del credito si fa sentire (si è aggravata per il 78% degli imprenditori, l’82% per quelli delle costruzioni). I crediti non vengono riscossi e non c’è liquidità per provare ad investire. I consumi continuano a calare e l’economia è ferma.  La congiuntura si è chiusa malissimo per il comparto costruzioni, in sostanziale stagnazione per i servizi, con un andamento lento per il comparto manifatturiero. In crescita le spese per consumi mentre diminuiscono quelle per l’occupazione. Questo il quadro fosco che emerge dalla congiuntura di fine 2011 e dall’andamento dei primi mesi del 2012 che delinea TrendER, l’Osservatorio congiunturale della micro e piccola impresa realizzato da CNA e BCC dell’Emilia Romagna con la collaborazione di Istat.Gli imprenditori sono in grave sofferenza e, soprattutto 2 su 3, non vedono vie di uscita a breve.  Dal sondaggio effettuato, contemporaneamente a TrendER,  su un campione regionale di imprese CNA dall’Istituto Freni di Firenze, emerge una situazione di estremo disagio  tra gli imprenditori. “Soprattutto perché – dichiarano gli intervistati –  non si vede a breve alcuna via di uscita”. La sensazione, dicono, è che il peggio possa ancora venire. Il disagio deriva anche dall’azione del Governo Monti, percepito in modo contrastato. Se è vero che da alcuni viene riconosciuto un miglioramento sul piano della credibilità, l’azione dell’Esecutivo dei tecnici pare troppo mirata sui settori sociali più deboli e, al di là delle buone intenzioni, penalizzi troppo sul piano economico, i piccoli. “Eravamo di fronte al baratro – dice 1 imprenditore su 2 – ed ora abbiamo preso una boccata d’aria, ma non si può continuare a subire un salasso continuo”. Cosa chiedono gli imprenditori? Contrasto all’evasione fiscale, riduzione della percentuale di prelievo su imprese e lavoratori, più credito dalle banche. C’è bisogno di tornare ad avere fiducia, di pensare a crescere. Per farlo però, occorre cambiare rotta. I risultati congiunturali sul secondo semestre 2011 dell’Osservatorio regionale TrendER e del sondaggio, saranno presentati lunedì 14 maggio a Bologna, Torre CNA, via Aldo Moro 22 – Sala Gagliani. Interverranno tra gli altri: Guido Caselli, direttore ufficio studi Unioncamere Emilia Romagna, Ilario Favaretto, ordinario politica economica applicata Università di Urbino, Vincenzo Freni, Istituto Ricerche Marketing Freni, Gian Carlo Muzzarelli, assessore attività produttive Regione Emilia-Romagna, e Marco Ricci, responsabile sede Istat Emilia Romagna.

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