Crisi, accordo con i sindacati per Florim Ceramiche


MODENA, 17 FEB. 2009 – Ancora un nome eccellente della ceramica in difficoltà di fronte alla crisi, ma il modo per tentare di uscirne sembra diametralmente opposto a quanto si è visto con Iris ceramiche prima, e Emilceramica poi. Nei giorni scorsi, infatti, è stato sottoscritto un accordo tra la direzione del gruppo Florim e i sindacati di categoria per rilanciare lo stabilimento Floor Gres e gli uffici di Fiorano. L’azienda si impegna a investire, nel biennio 2009-2010, quasi trenta milioni finalizzati a una ristrutturazione volta ad accrescere la competitività aziendale, che avrà come riflesso il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti dello stabilimento di Fiorano, interessati in scaglioni quindicinali di un centinaio di addetti ciascuno. Il trattamento economico sarà anticipato dall’azienda e il piano di ristrutturazione industriale prevede anche progetti di formazione. “E’ l’ennesima brutta notizia dal fronte della crisi economica – commenta l’assessore provinciale al Lavoro Gianni Cavicchioli – ma questa contiene anche elementi positivi, soprattutto se pensiamo alla sofferenza del settore ceramico, e può essere letta come una ‘buona pratica’ di gestione di questo momento così difficile". Cavicchioli sottolinea in particolare il dialogo ‘pacato e costruttivo’ tra le parti, che ha portato a programmare una ristrutturazione aziendale da realizzarsi in due anni sulla base di un piano industriale definito e supportato da investimenti. "Non solo verbali di assemblee, buone intenzioni e speranze per il futuro, quindi, ma idee e risorse per realizzarle: di fronte a ciò anche i lavoratori e i sindacati che li rappresentano hanno la possibilità di guardare al futuro con fiducia, disponibili per questo a fare i sacrifici che nel breve termine sono necessari, collaborando tra di loro e con l’azienda per superare un difficile guado limitando i danni. Mai ci dovrebbero essere vincitori e vinti nelle relazioni industriali, oggi meno che mai".L’azienda prevede che a regime ci possano essere esuberi, a oggi non quantificabili con precisione. "Una situazione – spiega Cavicchioli – che verrà affrontata con l’impegno di tutti, sindacati, associazione di categoria, azienda e istituzioni, mettendo in campo ogni azione possibile per favorirne l’uscita, limitandone magari l’entità e senza termini di scadenza preventivi". Durante tutto il periodo della ristrutturazione saranno attivati ampi progetti di formazione, finanziati sia con le risorse previste da Fondimpresa che da risorse pubbliche finalizzate sia al ricollocamento degli esuberi che alla riqualificazione interna.

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