Crif: mutui in aumento


In Emilia-Romagna, dall’analisi di CRIF, emerge che il numero di domande di mutuo inoltrate dalle famiglie agli istituti di credito nel corso del 2014 ha visto una crescita del +18,3%, superiore alla media nazionale (che ha fatto segnare un +15,0%), sostenuto sia dagli stimoli proposti dagli istituti di credito, con offerte focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto, sia dalle richieste di surroga, in virtù della convenienza dell’attuale tasso variabile. Nell’arco dei 12 mesi anche l’importo medio richiesto è aumentato (+14,7% rispetto al 2013, in controtendenza rispetto all’andamento negativo registrato in Italia), risultando pari a 127.894 Euro. Relativamente alla variazione nel numero di richieste di prestiti finalizzati, invece, il Barometro CRIF mette in evidenza come anche l’Emilia-Romagna nel 2014 abbia fatto segnare una contrazione del -2,2%, seppur più contenuta rispetto al –4,1% rilevato a livello nazionale, rispecchiando la debolezza dei consumi da parte delle famiglie. Nello specifico, Forlì-Cesena, Reggio Emilia e Parma sono le uniche province Emiliano-Romagnole ad aver fatto segnare un incremento per questa forma tecnica, in controtendenza, rispettivamente con un +3,0%, +2,1% e +1,5%. In termini di importo richiesto, la media per i prestiti finalizzati richiesti in Regione è stata pari a 5.117 Euro (+1,5% rispetto al 2013), con il valore più elevato rilevato nella provincia di Modena, con 5.923 Euro (in crescita del +4,7% rispetto al 2013), seguita da quella di Ferrara, con 5.464 Euro, seppur in calo del -5,9% rispetto all’anno precedente. Relativamente al numero di richieste di prestiti personali, infine, l’Emilia Romagna nel corso del 2014 ha fatto registrare una crescita del +1,5%, superiore al dato nazionale (+0,5%). Per questa forma tecnica, Bologna è risultata l’unica provincia in Regione ad aver fatto segnare una contrazione rispetto al 2013 (-1,7%). In termini di importo richiesto, per i prestiti personali la media in Regione è stata pari a 10.356 Euro, in calo del -1,5% rispetto al 2013, confermando così un trend in contrazione dovuto anche alla tendenza a privilegiare soluzioni che gravino il meno pesantemente possibile sul bilancio famigliare.

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