Crescono le pizzerie, ma è allarme per la bufala dop


PARMA, 16 APR. 2013 – Gli italiani non rinunciano alla cena conviviale in pizzeria. Al secondo giorno del ‘Pizza World Show’, la fiera della filiera della pizza che si tiene a Fiere di Parma, è stato sottolineato il successo della pizza e delle pizzerie. Della pizza perché il valore conviviale della cena in gruppo resiste alla contrazione dei consumi; delle pizzerie perché in Italia cresce il numero di questi esercizi, arrivati a 50.000 unità (25 mila pizzerie con servizio al tavolo ed altrettanti punti vendita di pizza al taglio). E nel frattempo arrivano due messaggi per il Parlamento e per il futuro Governo: fermare l’attacco alla mozzarella di bufala dop, favorire la formazione di pizzaioli specializzati che mancano sul mercato del lavoro.E’ stato smentito il luogo comune che con la crisi gli italiani tagliano i pasti fuori casa per tornare alla cucina della propria casa: è vero il contrario, i consumi alimentari domestici sono in forte calo in Italia (meno 9 miliardi di euro negli ultimi quattro anni), mentre resiste la cena in pizzeria. "Facciamo appello al prossimo Ministro dell’Agricoltura perché fermi l’attacco alla mozzarella di bufala dop – dice Antonio Lucisano, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop – Il recente decreto che obbliga i produttori ad avere due stabilimenti, uno per la Dop ed uno per gli altri prodotti, è talmente assurdo nella sua pretesa di obbligare gli imprenditori a dotarsi in tre mesi di un secondo stabilimento, che verrà quasi sicuramente prorogato al 30 dicembre.Un appello anche dal presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Antonio Pace: "Chi ha avuto l’idea di ripescare dal cassetto una vecchia pratica del 2008 ha compiuto un’operazione negativa con l’obiettivo di danneggiare un prodotto Dop come la mozzarella di bufala". Sul tema del pizzaiolo specializzato Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi della Fipe-Confcommercio, ha ribadito i dati forniti pochi giorni fa: "Le nostre imprese ci segnalano che mancano 6.000 pizzaioli specializzati (di cui 3.000 stagionali), non pizzaioli e basta, ma pizzaioli già formati e capaci di assicurare un alto livello qualitativo. In Italia operano 105 mila pizzaioli extracomunitari (molti egiziani) e questo numero è destinato a crescere se i giovani italiani non riprenderanno a svolgere lavori manuali come questi".

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