Crescono le imprese ‘straniere’


Malgrado la crisi, in Emilia-Romagna continuano comunque ad aumentare le imprese aperte da cittadini stranieri. In regione sono 43.325 (il 10,5% del totale). In un anno sono aumentate di 1.153 unità, +2,7%. La recessione ha contenuto la tendenza delle imprese straniere a crescere, ma va peggio alle altre imprese ”autoctone”, che si riducono dell”1,8%. In Italia l’aumento è ancora una volta più rapido (+5,1%): le imprese gestite da cittadini stranieri sono 476.000, il 9,2% del totale, a fronte di una diminuzione dell’1,3% delle altre imprese. La crescita è più rapida in Campania (+11,3%) e nel Lazio (+10,5%). L’Emilia-Romagna è undicesima. L’aumento delle imprese straniere e” stato molto più rapido in Lombardia (+5,6%) e in Veneto (+4,1%), regioni dove anche le imprese non straniere resistono meglio alla crisi.
La tendenza positiva è data innanzitutto dalle ditte individuali (+693 unità, +1,9%), nonostante la crisi ne contenga l”aumento: costituiscono l’84,0% delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. Ma è risultata determinante la crescita molto più rapida delle società di capitale (+392 unità, +15,2%), sostenuta dall’espansione delle società a responsabilità limitata, in particolare, dal boom di quelle semplificate. Rapido anche l’aumento di cooperative e consorzi (+9,1%), mentre è molto contenuto quello delle società di persone (+0,4%). Guardando ai settori di attività, la crescita più consistente riguarda le imprese del commercio (+336 unità, +3,2%) e quelle dei servizi di alloggio e ristorazione (+285 unità, +8,2%). Aumenti rilevanti si hanno anche per le imprese delle altre attività di servizi (+11,3%), trainate da quelle dei servizi per la persona (+13,0%)

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