Cresciamo, botta e risposta Comune-sindacati


MODENA, 22 MAR. 2013 – Cgil Cisl Uil esprimono fortissima preoccupazione per le notizie in merito alla discussione fatta in Commissione Consiliare sulle possibili novità della Fondazione Cresciamo. "Abbiamo espresso in passato – dicono i sindacati – sempre forte perplessità sulla scelta della Fondazione, pur comprendendo le difficoltà dettate dai vincoli del Patto di stabilità e apprezzando la scelta della stabilizzazione del personale. Abbiamo però rimarcato, in un incontro tenutosi all’inizio di febbraio, la nostra disponibilità a riprendere un ragionamento complessivo sulla tenuta e sulle prospettive dei servizi educativi, nell’ambito del più generale confronto sulle politiche di bilancio del Comune. In attesa di essere convocati, vogliamo sperare che si chiarisca il fatto che per il Comune di Modena la scelta del futuro (Fondazione o non Fondazione) non può essere l’utilizzo di insegnanti in pensione in sostituzione del personale". Il confronto di merito sulle prospettive future del sistema educativo modenese, a cui non ci sottraiamo, deve per noi partire dalla necessità che le scelte siano prioritariamente orientate da due obiettivi di fondo: la difesa della qualità dei servizi e la tutela del lavoro. Per questo gli obiettivi di risparmio, ormai esplicitati, o di rivisitazione dei modelli della risposta non possono e non devono essere affrontati (qualora si ritengano necessari e improrogabili) esclusivamente su singoli servizi, sulle nuove forme gestionali o scaricando sui pezzi più deboli del mondo del lavoro le possibili innovazioni. In questo senso Cgil Cisl e Uil contrasteranno con forza ogni forma di utilizzo improprio del volontariato, a maggior ragione in un momento in cui occorre rilanciare con forza l’occupazione. Immediata la replica del comune di Modena. “Le insegnanti in pensione possono collaborare con la Fondazione Cresci@mo a titolo volontario per realizzare interventi didattici di arricchimento dell’offerta formativa, attraverso l’adesione come Socio sostenitore”, afferma l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Adriana Querzè, che chiarisce: “In nessun caso i pensionati saranno chiamati a sostituire il lavoro delle insegnanti della Fondazione”. Lo Statuto della Fondazione Cresci@Mo prevede la figura del Socio Sostenitore, cioè di persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private che contribuiscono alla realizzazione degli scopi della Fondazione con contributi in denaro, attribuzione di beni, attività personali, e hanno diritto di partecipare all’Assemblea dei soci. “Fra gli altri”, precisa l’assessore Querzè, “ha chiesto di poter partecipare come Soci sostenitori alle attività della Fondazione un docente di Sociologia economica che si occuperà, a titolo gratuito, di una ricerca rivolta al personale dipendente della Fondazione. C’è poi un’insegnante in pensione che già sta svolgendo interventi didattici di arricchimento dell’offerta formativa, naturalmente aggiuntivi e non sostitutivi del lavoro delle insegnanti della Fondazione. Stiamo inoltre ricevendo ulteriori manifestazioni di disponibilità da parte di soggetti diversi ed esperti, interessati a mettere a disposizione tempo e lavoro per sostenere la Fondazione nel raggiungimento dei suoi scopi. Sottolineo – ribadisce l’assessore Querzè – che è proprio in queste attività che si esprime il concetto centrale della Fondazione di partecipazione: nella possibilità di coinvolgimento diretto di chi, anche da cittadino, intende collaborare in un’ottica di nuovo rapporto tra erogatore e fruitore dei servizi educativi. Nella Fondazione chi dona tempo, competenze o denaro partecipa, entra negli organi di indirizzo e continua a seguire il progetto in prima persona. Per queste ragioni – conclude l’assessore – sbaglia chi ritiene che io abbia lanciato l’idea del socio sostenitore per permettere la sostenibilità dell’iniziativa. Questo infatti, oltre a non corrispondere a quanto da me riferito in Commissione Consiliare, non corrisponde a quanto previsto dallo Statuto e, soprattutto, lascia spazio a conclusioni che risultano fuorvianti per una corretta comprensione di come la Fondazione Cresci@Mo sta operando”.

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