Cresce l’export in E-R: +3,2% nel secondo trimestre


Dall’export, ancora di salvezza per la nostra economia, arrivano segnali di fiducia. Nel secondo trimestre del 2014, le esportazioni emiliano-romagnole, 13.495 milioni di euro, hanno fatto segnare un buon incremento (+3,2 per cento) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e corrispondono al 13,4 per cento dell’export nazionale. E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. È molto più contenuto l’incremento delle vendite all’estero nazionali (+1,1 per cento). Il dato trimestrale regionale è determinato, come sempre, dall’andamento sui mercati dell’Unione europea, che si aggiunge alla continua crescita nell’area statunitense. L’Emilia-Romagna è la terza regione per quota dell’export nazionale, preceduta dalla Lombardia (27,4 per cento) e dal Veneto (13,4 per cento). Con l’eccezione della Lombardia (sostanzialmente invariato), l’andamento trimestrale è risultato positivo per le altre regioni che esportano maggiormente, Veneto (+3,2 per cento) e Piemonte (+2,1 per cento).

 

 

I settori Le apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche e di misura sono in forte crescita (+11,8 per cento), prosegue la ripresa dei prodotti della piccola industria del legno e del mobile (+10,0 per cento) ed è buono il risultato sui mercati esteri dell’industria della moda (+8,5 per cento). Al contrario, l’industria della metallurgia e delle lavorazioni metalliche subisce una pesante contrazione del 7,5 per cento. Le destinazioni Cresce rapidamente l’export verso l’Unione europea (+7,5 per cento, il 55,8 per cento del totale). Disomogeni i risultati sui singoli Paesi. Crescita ancora a due cifre sul grande mercato tedesco (+12,2 per cento), più rapida in Polonia e soprattutto Spagna (+19,9 per cento), ma incerta in Francia e passo falso nel Regno Unito (-8,5 per cento). Cade l’export verso la Russia (-8,1 per cento). È un buon successo quello negli Stati Uniti (+8,0 per cento), ma il complesso dei mercati americani resta fermo, mentre si attenua ancora la crescita in Asia (+1,6 per cento).

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