Cresce la lotta all’evasione: riscossi 4,7 milioni


BOLOGNA, 12 LUG. 2011 – In appena sei mesi, da gennaio a giugno 2011, le segnalazioni di evasione fiscale giunte in Emilia-Romagna da parte delle amministrazioni sono arrivate a quota 10.963, superando del 51% il valore registrato nell’intero 2010. Di conseguenza, sono stati riscossi 4,7 milioni, cioé il 48% in più rispetto all’anno precedente. E se a questi numeri si aggiungono le rate da versare sugli accertamenti definiti, gli incassi superano i sei milioni. Un risultato che è frutto dell’alleanza tra l’Agenzia delle entrate e l’Anci regionale, firmatarie di un protocollo di intesa che conta 242 adesioni su un totale di 348 Comuni e che comincia a dare i suoi frutti.In tutto gli accertamenti sono stati 1.834, il 28% in più rispetto al 2010; il maggiore imponibile sfiora gli 87 milioni (+54%) e la maggiore imposta accertata è di oltre 16 milioni. Il picco di denunce si divide tra le province di Bologna (2.145), Modena (2.089) e Ravenna (1.590), mentre il municipio-leader è quello di Bologna con 1.038 segnalazioni seguito da Rimini (823) e Ponte dell’Olio nel Piacentino con 575 casi. In termini di maggiore imposta accertata, il Comune migliore è Bologna con 3,2 milioni, davanti a Cesena (1,3 milioni), Reggio Emilia (un milione), poi Mirandola (Modena) con 950 mila euro e Ferrara a quota 938 mila. Le segnalazioni dei Comuni anti-evasori si concentrano nei settori di edilizia e patrimonio immobiliare: tra rendite catastali e affitti in nero si annidano circa due milioni di evasione. Ma il vero ‘tesoretto’ del patto Comuni-Agenzia delle entrate è nel settore urbanistica e territorio: la scoperta del classico escamotage della vendita di un terreno edificabile camuffato da cessione di rudere ha portato a una maggiore imposta di 7,5 milioni e con appena 280 controlli. Seguono i casi dei finti poveri: poco più di 250 controlli hanno fatto scoprire un’evasione da oltre cinque milioni. Nel campionario degli evasori spiccano una finta associazione sportiva di Soliera (Modena) con solo tre associati che in realtà organizzava gare di rally (imponibile di oltre 334 mila euro); un proprietario di otto fabbricati e 16 terreni a Cento (Ferrara) che però non presentava la dichiarazione dei redditi dal 2002 (imponibile recuperato di 200 mila euro); un uomo che a Reggio scorazzava con una fuoriserie e aveva un conto in Svizzera per un milione ma al fisco italiano dichiarava pochi euro (imponibile recuperato di un milione); la scuola di musica a Bologna che, dietro la veste di associazione, organizzava corsi a pagamento, aveva sale prova, aule per danza (imponibile recuperato 753 mila euro).I soldi recuperati al fisco grazie anche alle segnalazioni dei Comuni, potrebbero tornare alle amministrazioni vincolati a determinati scopi, ad esempio destinandoli al welfare. A proporlo è il direttore dell’Agenzia delle entrate dell’Emilia-Romagna Antonino Gentile che a Bologna ha illustrato i dati sull’evasione del primo semestre, e in particolare l’aumento di denunce dei Comuni anti-evasori. Gentile ha ricordato che ai Comuni anti-evasori verrà erogato il 33% delle somme riscosse nel 2009 e 2010, mentre dal 2011 l’incentivo salirà al 50% (per Bologna, ad esempio, ciò significa il 33% di 1.452.000). Il dirigente ha inoltre suggerito di vincolare quei soldi (o una parte) nei bilanci comunali, destinandoli ad esempio alle rette dei nidi, alle tasse sui rifiuti, ai servizi per gli anziani. "Queste sono scelte politiche, ma se vengono fatte in modo puntuale, il cittadino ne ha un beneficio e soprattutto cresce la percezione positiva della denuncia dell’evasore", ha detto. A fargli eco Daniele Manca, presidente dell’Anci Emilia-Romagna e convinto sostenitore dell’alleanza fisco-enti locali per stanare gli evasori: "Lavorare sull’evasione fiscale é una priorità, molto più dei condoni".

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