Cresce la domanda di housing sociale


BOLOGNA, 10 GIU. 2011 – "Edilizia sociale: quale ruolo per la cooperazione?": questo il titolo di un convegno indetto da Confcooperative Emilia-Romagna con l’obiettivo di analizzare alcune incongruenze sul tema della casa. Nel mercato edilizio dell’Emilia-Romagna, infatti, la domanda e l’offerta non si incontrano, e se sono 50.000 gli appartamenti nuovi invenduti in regione, solo il 40,6% delle richieste di casa si rivolge al libero mercato, mentre cresce sempre di più la domanda di housing sociale. Le case che vengono costruite sono infatti economicamente proibitive per molte famiglie in cerca di abitazione, mentre è ancora insufficiente l’offerta di edilizia sociale a prezzi accessibili.Dall’analisi presentata oggi a Bologna emerge poi un altro dato: le categorie piu’ vulnerabili e bisognose di un aiuto pubblico per la casa sono i giovani, gli stranieri e quei separati che, abbandonando il tetto coniugale, a un tratto possono contare su risorse assai minori per affrontare un nuovo acquisto o anche solo un affitto.Proprio sulla questione dell’edilizia sociale per l’affitto è intervenuta l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi. "In questa situazione di crisi economica sono sempre di meno le famiglie che possono affrontare l’acquisto di una casa – ha detto – quindi è più che mai necessario valorizzare una politica di intermediazione degli affitti". Una proposta dell’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, invece, permetterebbe di superare gli stringenti vincoli del patto di stabilita’. L’assessore pensa di istituire un "fondo di rotazione regionale che sostenga i condomini di nuova costruzione che si impegnano ad adempiere alle norme comunitarie in tema di risparmio energetico ed edilizia sismica, e al contempo garantiscano una determinata quota di affitti a canone concordato.

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