Cresce l’export regionale,ma non nell’area terremotata


BOLOGNA, 9 OTT. 2012 – Esportazione in crescita in Emilia-Romagna nel secondo trimestre 2012. Il Servizio Studi di Intesa Sanpaolo rileva un complessivo +6,1 per cento nei distretti industriali della regione. Anche se quelli dell’area colpita dal sisma di maggio sono in forte sofferenza. Primo fra tutti il biomedicale di Mirandola, che regista un export pari a circa 55 milioni, in calo su base annua del 39,2 per cento. Un crollo solo in piccola parte mitigato dalla performance positiva dell’altro polo tecnologico, l’ICT di Bologna e Modena, a +7,8 per cento. Nel modenese calano anche la maglieria e abbigliamento di Carpi (-9,7 per cento) e le macchine agricole (-14,4). Crescono invece, oltre al settore meccanico, le piastrelle di Sassuolo (+2,4 per cento), primo distretto della regione per volumi esportati.A livello regionale, in negativo sono i salumi di Reggio Emilia (-11,2%) e le calzature di Fusignano-Bagnacavallo (-47%).  Si osservano invece tassi di crescita a due cifre per i ciclomotori di Bologna (+34,2%), la food machinery di Parma (+24,8%), le calzature di San Mauro Pascoli (+16,9%), le macchine per l’imballaggio di Bologna (+15%) e le macchine utensili di Piacenza (+14,5%).Nell’alimentare, bene i distretti del lattiero-caseario Parmense (+8,3%), dell’ortofrutta romagnola (+8,2%), dei salumi di Parma (+3,7%) e del modenese (+3,7%), dell’alimentare di Parma (+2,3%) e del lattiero-caseario di Reggio Emilia (+1,1%). In crescita infine anche l’export dei mobili imbottiti di Forlì (+5,9%), dell’abbigliamento di Rimini (+4,2%) e delle macchine per il legno di Rimini (+1,5%). Nel complesso dunque, anche se resta elevata la dispersione dei risultati e nonostante i danni provocati dal sisma e il rallentamento della domanda mondiale, il sistema produttivo regionale sta evidenziando una buona tenuta sul fronte del commercio estero, confermando l’elevata competitività e internazionalizzazione delle imprese regionali. Dall’analisi per sbocco commerciale emerge inoltre la migliore performance osservata sui nuovi mercati (+8,2%), rispetto a quelli tradizionali (+5%). A trainare l’export sui primi (che assorbono il 35% delle esportazioni) è soprattutto il mercato russo (+15,2%), sostenuto dalle vendite dell’abbigliamento di Rimini e della food machinery di Parma. Tra i mercati tradizionali spiccano i buoni risultati osservati in Germania (+9,5%) e Stati Uniti (+24%), mentre cala l’export verso la Francia, primo sbocco commerciale della regione scontando le contrazioni registrate dai distretti della maglieria di Carpi e delle piastrelle di Sassuolo. Nei primi 8 mesi del 2012 osserviamo un ridimensionamento delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna (-15,7%), in linea con la dinamica nazionale. Tale risultato è la sintesi di due tendenze contrapposte: il calo della componente straordinaria (-7,8%) e in deroga (-40,4%) e l’incremento di quella ordinaria (+58,4%). Nonostante il ridimensionamento delle ore autorizzate i livelli sono storicamente elevati a testimonianza di una situazione ancora critica sul fronte occupazionale. In crescita invece le ore di cassa integrazione guadagni dei poli tecnologici della regione che scontano l’emergenza del polo biomedicale di Mirandola.

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