Credito alle imprese. Resta difficile, ma con Unifidi un po’ meno


REGGIO EMILIA, 11 SET. 2009 – Imprese a secco di liquidità. Una situazione, quella della piccola e media impresa alle prese con l’accesso al credito, che non accenna a migliorare. Le difficoltà persistono e in autunno potrebbero addirittura aumentare. Un segnale di conforto per chi ha necessità di finanziamenti, però, arriva dai Confidi, ovvero dalle cooperative di garanzia che favoriscono l’erogazione di crediti alle imprese da parte degli istituti bancari. Tra le principali in regione c’è Unifidi Emilia Romagna, emanazione delle Associazioni Confartigianato e Cna. E tra le filiali di Unifidi in regione, quella di Reggio Emilia è la prima per finanziamenti erogati a favore delle imprese. Lo sottolinea una nota congiunta di Cna, Confartigianato Federimprese e Confartigianato. “Grazie alla capillare presenza su tutto il territorio – si legge nel comunicato – da gennaio a luglio 2009 Unifidi Reggio Emilia ha già deliberato 8.541 pratiche di finanziamento garantendo mediamente il 40% dei 620 ML di euro erogati alle imprese. In tutto il 2008 erano state deliberate pratiche per 580 ML di euro. La filiale di Reggio Emilia risulta essere la prima per operatività in regione con 1.234 pratiche e 106 ML di euro deliberati. Seguono Modena con 94,6 ML, Piacenza con 76 ML e Bologna con 63 ML di euro.”Unifidi Emilia Romagna, progetto fortemente voluto da Cna e Confartigianato, è nata nel 2008 da 17 cooperative presenti in regione che hanno deciso di unificare strutture e dotazione patrimoniale. “Oggi UNIFIDI rappresenta un importante interlocutore del sistema bancario ed è in grado di offrire alla piccola media impresa alti livelli di garanzia a tassi convenzionati”, tengono a sottolineare Cna e Confartigianato. Le due associazioni si dicono fiduciose che anche gli enti locali, già attenti nel recente passato alla tenuta del sistema socio-economico, contribuiscano maggiormente ad incrementare i contributi in conto garanzia.La speranza è che alcune decisioni vengano prese al più presto. “Tra settembre e ottobre – conclude la nota – si auspicano due provvedimenti di buon senso: la concreta applicazione dell’Accordo ABI-Governo per la sospensione delle rate dei muti con lo slittamento della quota capitale di 12 mesi e la sospensione dei criteri di Basilea 2 dimostratisi inadeguati per un tessuto imprenditoriale costituito prevalentemente da piccole imprese.”

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